HappyFania


Befana

Evviva evviva, la Befana è passata anche da noi!

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Domenica 6 gennaio 2013

MUFFIN DI CAROTE E CIOCCOLATO di Asinochileggeancora

100 g di farina

60 g di zucchero

35 g di olio di semi

2 uova

90 g di carote

50 g di cioccolato fondente

1 cucchiaino di lievito

1 pizzico di sale

Lavorare a crema le uova con lo zucchero, quindi incorporare l’olio. Aggiungere la farina, il sale e il lievito. Incorporare le carote pelate e tritate e il cioccolato tritato grossolanamente. Infornare a 180°C per 25 minuti.

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Buona Befana a tutti!!!

(Anzi, come mi corregge sempre il principe azzurro, buona Epifania)

Vacanze di Natale

Le vacanze volgono al termine… Di già??? Quest’anno il principe azzurro ed io siamo rimasti a Torino, ma siamo stati tanto tanto bene ugualmente! Tra un Brothers and Sisters, un Trivial, un capodanno, una briscola chiamata in due (???), una dama, una partita ad HP e tante chiacchiere, anche un po’ di cucina. Ecco a voi le nostre ricettine natalizie…

 

Martedì 1 gennaio 2013

SOFFICINI (gluten free) di Un cuore di farina senza glutine

120 g di latte

10 g di burro

65 g di farina senza glutine

sale q.b.

1 uovo

pan grattato senza glutine q.b.

olio q.b.

ingredienti a piacere per il ripieno

Inserire il latte e il burro nel Bimby e lavorarli a velocità 1, 100°, per 3 minuti. Aggiungere la farina e il sale e lavorare a velocità 6 per 10 secondi. In alternativa, mettere a scaldare in un pentolino latte e burro e aggiungere, non appena bolle, la farina e il sale, mescolando fino ad ottenere una palla. Si otterrà un composto gommoso, ma facilmente lavorabile. Lasciarlo raffreddare, quindi stenderlo il più sottile possibile. Aiutandosi con un piattino da caffè, ricavarne alcuni dischi, per poi farcirli a piacere. Piegare in due i sofficini e premere sui bordi, richiudendoli molto bene. Passarli nell’uovo e poi nel pan grattato, infine friggerli in olio ben caldo.

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Notare i soffinici photoshoppati!

 

Giovedì 3 gennaio 2013

CANNELLONI (gluten free)

4 cucchiai di farina senza glutine

1 uovo

acqua frizzante q.b. (circa 200 ml)

250 g di ricotta

4 cubetti di spinaci surgelati

(5 fette di prosciutto cotto)

300 ml ca. di passata di pomodoro oppure di pomodori pelati

gusti

parmigiano q.b.

olio q.b.

sale q.b.

Per prima cosa, preparare le crepes: mescolare l’uovo, la farina senza glutine e l’acqua frizzante fino ad ottenere un impasto molto fluido, quasi liquido; scaldare un padellino sottile (di circa 15-20 cm di diametro) a fuoco medio e versarvi sopra un mestolo di impasto, senza l’aggiunta di alcun grasso; quando i bordi della crepes iniziano a staccarsi, girarla e lasciar cuocere per circa un minuto; procedere fino all’esaurimento dell’impasto (con queste dosi verranno all’incirca 5 crepes). Intanto, cuocere gli spinaci in acqua salata e scolarli molto bene. A questo punto, farcire le crepes adagiandovi una fetta di prosciutto cotto (l’ingrediente è tra parentesi perché è un’aggiunta a cui abbiamo pensato successivamente), due cucchiai di ricotta e un po’ di spinaci; infine arrotolarle su se stesse. Versare in una padella un paio di cucchiai d’olio e lasciarlo scaldare (noi non utilizziamo né l’aglio né il soffritto, ma darebbero più gusto al sugo), quindi versare la passata allungata con un quarto di bicchiere d’acqua e lasciar consumare per una decina di minuti, aggiungendo il sale e i gusti. Sporcare una pirofila con un cucchiaio di sugo, adagiarvi sopra le crepes farcite e arrotolate, quindi ricoprire con il sugo rimanente; infine, grattugiarvi sopra abbondante parmigiano. Infornare a 180°C con funzione grill per 10 minuti.

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Venerdì 4 gennaio 2013

MOZZARELLINE FRITTE (gluten free) di Lo spicchio d’aglio

mozzarelle ciliegine

1 uovo

1 cucchiaio di latte

farina senza glutine q.b.

pan grattato senza glutine q.b.

sale q.b.

olio per friggere q.b.

Scolare molto bene le mozzarelline, quindi passarle nella farina, nell’uovo sbattuto con un po’ di sale e con il latte e nel pan grattato. Ripetere l’intera operazione di impanatura. Versare abbondante olio per friggere in un pentolino, riempiendolo per almeno 5 cm di altezza. Quando l’olio è ben caldo, friggere due mozzarelline per volta, estraendole non appena risultino dorate, onde evitare che la mozzarella fonda e strabordi dall’impanatura. Se l’olio non copre interamente le mozzarelline, girarle dopo circa un minuto e lasciarle cuocere per altri 30 secondi circa. Asciugarle con la carta da cucina e salarle leggermente.

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Da rimarcare, inoltre, la sperimentazione della pasta di Gragnano senza glutine Garofalo: il bel biondo l’ha posta in cima alla classifica, addirittura sopra la Dialdì.

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Con queste news vi saluto e torno alla mia penultima giornata di vacanza. Ah, dimenticavo! Stanotte arriva la befana, chissà che non ci porti qualcosa di buono…

Buon ricomincio a tutti!

2013

Stunnnnnn fffffffiiiiiiummmm -10 gniiiiiiiiiiiic trtrtrtrtrtrmmmmmm fffffffffffffiummmmmmm ttttttunnn ttttunnnn -9 ttttunnnn scscscscscscscscscscscsc trtrtrrtrtrmmmmm -8 gniiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiic ffffffffiummmmmmm trtrtrtrtrrmmmmm -7 stunnnnnnnnnn ffffffffffiiiiiiiiiiiiiummmmm tttttunnnnn -6 ffffffffiummmmmm scscscscscscscscsc -5 gniiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiic pc pc pc -4 trtrtrtrtrtrtrnnnnnnnn cicicicicicicicicccccc ttttunnnn -3 pppccc gniiiiiiic ciciciciciccc -2 fffffffiummmmmmm trtrtrtrtrtrnnnnnn gniiiiiic pc pc pc -1 ttttunnnn fffffiiiiiiiiiiiummmmm pc pc pc kscscscscsccsc trtrtrtrnnnn

Che cos’è? È il 2013 che bussa alla porta….

Ddddunnnn gniiiiiiiiiiic pc pc pc pc scscscscscscscscscscscscscscs BUON ANNO!!!!!!!!!!!!!!

Non è arrivato a mani vuote: porta con sé un cestino colmo di novità. È ancora sull’uscio, ma già ne sento il profumo… Che gioia averti qui, 2013, attendevamo con trepidazione la tua venuta! Il cestino che porta in dono è davvero invitante: alcune fragranze sembrano note e lasciano pregustare il proprio dolce sapore, altri aromi stuzzicano l’olfatto con la promessa di piccole e grandi sorprese. Entra pure, caro anno nuovo, benvenuto! Certo non regge il confronto con le leccornie che preannuncia il tuo paniere, ma anche noi abbiamo preparato qualcosa per te…

 

Lunedì 31 dicembre 2012

TORTA DI LIMONE E MANDORLE (senza glutine) di Un cuore di farina senza glutine

Per l’impasto:

350 g di farina senza glutine

100 g di burro

3 uova

6 cucchiai di miele

200 g di yogurt

150 g di mandorle

1 limone (succo e scorza)

1 cucchiaino di cannella

1 bustina di lievito per dolci

1 pizzico di bicarbonato

1 pizzico di sale

Per lo sciroppo:

200 ml di acqua

100 ml di succo di limone e di arancia

150 g di zucchero

Amalgamare il burro e il miele, poi aggiungere le uova. Versare lo yogurt e il succo di limone. Incorporare la farina, il sale, la cannella, la scorza di limone e le mandorle tritate (100 g), mescolando fino ad ottenere un impasto omogeneo. Aggiungere, infine, il lievito e il bicarbonato. Versare l’impasto nello stampo e decorare con le mandorle rimanenti. Infornare a 180°C per 30-40 minuti. Mentre la torta cuoce, preparare lo sciroppo: versare gli ingredienti in un pentolino e mettere sul fuoco fino all’ebollizione, girando continuamente. Dopo aver sfornato la torta, praticare alcuni fori con uno stuzzicadenti e versarvi sopra lo sciroppo intiepidito.

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Benvenuto 2013, faremo grandi cose insieme!

It’s the most wonderful time of the year!

Un altro Natale è trascorso. E non è stato un Natale qualunque: è stato l’ultimo in cui ho spacchettato i doni seduta ai piedi dell’albero accanto alla traduttrice. Dovete sapere che il Natale è la tradizione che amiamo di più… 23 volte ci siamo alzate insieme e trepidanti siamo andate a controllare se fosse passato Babbo Natale; 23 volte il cuore è saltato dal petto in gola vedendo i pacchetti per noi depositati; 23 volte ci siamo riempite di gratitudine verso l’omone vestito di rosso, verso i nostri cari, verso la vita mentre aprivamo i nostri regali; 23 volte ci siamo preparate per il pranzo con i parenti; 23 volte ci siamo sedute attorno al tavolo con loro, abbiamo chiacchierato, riso, mangiato pietanze preparate con tanto amore; 23 volte abbiamo spacchettato altri pacchettini (e pacchettoni). Torino o Bardonecchia, la sostanza non cambiava: io e la traduttrice abbiamo sempre condiviso ogni stante del magico giorno.

Dall’anno prossimo ognuna si sveglierà nella propria casetta. Non posso negare il nodo che si stringe in gola nel pensarci lontane, ma riuscite a immaginare la felicità che provo pregustando il risveglio natalizio insieme al mio principe azzurro? L’anno prossimo aprirò gli occhi insieme a lui e con lui correrò sotto l’albero; l’anno prossimo saranno i nostri cuori a scalpitare vicini al sibilo della carta strappata; l’anno prossimo condividerò il bagno con il principe durante la preparazione per il sontuoso pranzo; l’anno prossimo varcherò con lui la soglia della casa dei parenti; l’anno prossimo sarò seduta accanto a lui durante il pomeriggio di festa; l’anno prossimo con lui saluterò il giorno santo, chiudendo gli occhi nel buio della notte invernale. L’anno prossimo inaugureremo nuove tradizioni, tradizioni destinate a durare una vita. Chissà, cara traduttrice, se festeggeremo insieme con la cena della Vigilia o con il pranzo di Natale? Chissà se apriremo i rispettivi regali la sera, la mattina o nel pomeriggio? Chissà se ci telefoneremo per augurarci buon Natale o se aspetteremo di essere insieme? Chissà. Quello che so è che il Natale resterà per me il giorno più bello dell’anno.

Grazie, traduttrice, di avermi trasmesso l’amore per questa ricorrenza; grazie, traduttrice, di tutti i doni che mi hai fatto e che mi farai; grazie, traduttrice, di essere la mia mamma; grazie, traduttrice, di aver trascorso con me momenti tanto meravigliosi; grazie, traduttrice, di essere serena e entusiasta verso il futuro. E grazie, principe azzurro, di essere disposto a lasciare la terra natia per raggiungere la nostra casetta; grazie, principe azzurro, per i doni meravigliosi; grazie, principe azzurro, per momento trascorso insieme; grazie, principe azzurro, tutti quelli che verranno.

 

Vi saluto con la ricetta dei biscottini che ho regalato ad amici e parenti… L’anno prossimo saranno gluten free!

 

Sabato 22 dicembre 2012

BISCOTTI AL MIELE di GialloZafferano

150 g di burro

1 cucchiaino ½ di cannella

450 g di farina

7,5 g di lievito in polvere

75 g di miele

3 uova

225g di zucchero

Porre tutti gli ingredienti in una ciotola e impastare. Una volta ottenuto un impasto compatto, avvolgerlo nel callophan e riporlo in frigorifero per almeno un’ora. Estrarre l’impasto dal frigorifero e stenderlo aiutandosi con molta farina. Utilizzare coppa pasta natalizi per ritagliare i biscotti. Reimpastare la pasta avanzata e formare altri biscotti. Procedere fino all’esaurimento dell’impasto. Porre i biscotti su una placca da forno coperta da carta forno e infornare a 180°C per 10-15 minuti (serviranno circa 6 teglie, quindi bisognerà fare più infornate). Lasciar raffreddare i biscotti e confezionare i sacchettini.

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Buone feste!

A ciascuno il suo

Ieri la traduttrice ai fornelli bionda ha dato l’ultimo esame dell’anno. E la promessa è stata che dopo le fatiche intellettuali sarebbe tornata a fare le torte che, diciamolo, vuoi per l’appendicite, vuoi per le vacanze, vuoi per lo studio, vuoi per i molti cambiamenti (come dice Grace Pailey, Enormous changes at the last minute…), si sono fatte attendere.

E la traduttrice (quasi mai) ai fornelli brizzolata che cosa fa nel frattempo? Mangia insalate (a scuola hanno aperto la caffetteria, hip hip hip urrà!), cambia la lampadina che s’è bruciata stamattina, e fotografa la cucina, sperimentando i suggerimenti trovati sull’ultimo acquisto libresco effettuato.

A ciascuno il suo, insomma.

Olala, l’Italie!

Caro blogworld, sono tornata! Olala, recita il titolo: bien sur, il principe azzurro ed io siamo stati in Fracia, a Paris! Dovete sapere che per lo scorso compleanno ­– i nostri 21 – la traduttrice ci ha regalato un buono per una settimana nella capitale francese: affitto casa Airbnb e viaggio in TGV. Sì sì, avete capito bene, ci ha regalato la casa E il viaggio!!! Io c’ero stata da molto piccola, il bel biondo mai. Naturalmente, alla traduttrice la casa e i biglietti del treno non sembravano abbastanza, così nel corso dell’anno ha rimpinguato la dose con una guida per adulti, una guida per bambini e due libri di curiosità. Il giorno della laurea del principino, poi, due amici di famiglia sono venuti a conoscenza della meta del nostro viaggio; hanno fatto una scappatina in libreria e… Sono tornati con due guide! Se avete fatto correttamente il conto, vi sarete resi conto che siamo arrivati a collezionare tre guide da adulti (ma, per nostra (s)fortuna, una delle due guide degli amici di famiglia è la stessa regalataci dalla traduttrice!), una guida per bambini e due libri di curiosità: non male. Ogni vacanza che si rispetti, per noi, deve includere un po’ di turismo gastronomico – rigorosamente gluten free –, quindi via con la ricerca online. Così al malloppo si sono aggiunti anche gli esiti della caccia al tesoro (già, perché è venuto fuori che la Francia in materia di “senza glutine” è più indietro del Burundi). Durante le settimane precedenti la partenza, continuavo a ripetere al mio compagno di viaggio che non avrei voluto fare fatica ed eravamo decisi a condividere una vacanza di relax… Pivellini! Come potevamo pensare di riposarci a Parigi?! A partire dai sei piani di scala a chiocciola (senza ascensore, altrimenti che gusto c’è?) che bisognava scalare per arrivare nel più piccolo sottotetto di Montemartre – ora non aspettatevi che alloggiassimo sopra il Mulin Rouge o “in braccio al Sacro Cuore”, come sperava il principino… Ma tanto mica eravamo a Parigi per rilassarci, potevamo anche scarpinare un po’, perbacco! – per continuare con i 7 km di passeggiata letteraria nel quartiere latino (o nulla più totale, che dir si voglia) propinataci dalla Lonely Planet, fino ad arrivare alla conquista (a piedi, of course!) della vetta dell’Arco di Trionfo e della Tour Eiffel (naturalmente nella stessa giornata). Ma questo non era assolutamente nulla per la mia schiena in confronto alle ore fermi in piedi davanti ai capolavori del Louvre, del Museo d’Orsey e del Centre Pompidou (a cui si accede dopo aver vinto un incontro di taekwondo con l’orda di turisti che pascola nelle belle sale e che, forse, tra un click e l’altro, trova anche il tempo per dare un’occhiatina alle opere). In preda alla stanchezza e con i muscoli in poltiglia, però, ci si può sempre rifugiare in uno degli splendidi parchi che Parigi offre, per concedersi qualche minuto di riposo, distesi all’ombra di un albero sul soffice prato… Ma che idea malsana! Ovviamente è vietato accedere ai prati, che pensavate? Vorrà dire che si aspetterà la sera per sciogliere le membra con una bella doccia calda. Ahahah, bella battuta, magari un’altra volta. D’accordo, niente relax. Ma vuoi mettere un po’ fatica con l’opportunità di rifarsi gli occhi e il cuore davanti alle pennellate di Van Gogh, sotto le guglie di Notre Dame, sulla terrazza dell’Arco di Trionfo, in mezzo ai tralicci della Tour Eiffel o lungo gli Champs-Élysées? Oltre tutto, grazie alla civiltà dell’ex Ministro della Cultura Mitterrand, l’ingresso alla maggior parte dei musei parigini è gratuito per i giovani tra i 18 e i 25 anni appartenenti all’UE. Così, grazie al regalo della traduttrice e alle sovvenzioni per le vacanze arrivate da famigliari vari, siamo tornati a casa con un bel bottino. “Stanco delle solite vacanze al risparmio? Quest’anno, con B…e-R…a, la vacanza è al guadagno!” (Principe azzurro, 2012).

Ora, però, torniamo al titolo. D’accordo “Olala”, direte voi, ma perché “l’Italie”?! L’Italie, vi rispondo io, perché, sì sì, è beeeeeello andare in vacanza. Ma vogliamo mettere quanto è bello tornare a casa? Ritrovare il proprio ambiente, il proprio computer, la propria famiglia, i propri ritmi. No place like home. Deve essere la legge del contrappasso: nata da genitori che adorano viaggiare, vorrebbero conoscere ogni angolo del mondo, potrebbero girare mesi senza sosta, trovo la mia Mecca a casa mia. L’anno scorso, durante la cena per il mio compleanno, la mia Mamma2 (anche lei viaggiatrice accanita), che aveva da poco letto Eat, Pray, Love, ha chiesto ad ognuno di noi quale fosse la parola che meglio ci rappresentava. Io ho scelto “casa”, il principe azzurro “abitudine”. Direi che siamo sulla stessa linea d’onda.

Olala, l’Italie vuole essere un ENORME RINGRAZIAMENTO alla traduttrice, che ci ha regalato un’esperienza straordinaria che porteremo sempre nel cuore. Ma vuole anche essere un bentornato all’amata quotidianità ed un benvenuto al nuovo anno, che, sono sicura, ci regalerà tante sorprese quante ce ne ha regalate Parigi.

 

A proposito, parlando di casa… Ecco alcune ricettine che abbiamo provato prima di partire per Paris!

 

Sabato 11 agosto 2012

TORTA ALLO YOGURT di Un cuore di farina senza glutine

3 vasetti di farina (senza glutine)

2 vasetti di zucchero semolato

1 vasetto di olio di semi

3 uova

1 vasetto di yogurt naturale

scorza di 1 limone e di un’arancia

½ vasetto di succo d’ arancia

1 bustina di lievito in polvere

sale q.b.

Versare lo yogurt in una ciotola, sciacquare il vasetto e usarlo come unità di misura per gli altri ingredienti. Aggiungere lo zucchero e le uova allo yogurt, quindi mescolare fino ad ottenere un composto ben amalgamato. Unire la farina e il lievito setacciati e mescolare nuovamente. Diluire l’impasto con l’olio e aromatizzate con la scorza del limone e dell’arancia. Aggiungere gradatamente il succo d’arancia. Versare il composto nello stampo e infornare a 180° per 35 minuti circa. 

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 Notare la gobba (di Notre Dame), per restare in tema.

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Domenica 12 agosto 2012

CORDON BLEU

Per 2 cordon bleu molto grandi:

4 fette di petto di tacchino

4 fette di prosciutto cotto

2 sottilette

1 uovo

pan grattato (senza glutine) q.b.

sale q.b.

olio  EVO q.b.

Battere il petto di tacchino fino ad ottenere fettine molto sottili. Adagiare su una fetta di carne una fetta di prosciutto, una sottiletta piegata in due, l’altra metà della fetta di prosciutto e concludere con un’altra fetta di carne. Schiacciare bene per sigillare i bordi. Sbattere l’uovo e salare. Passare nell’uovo e poi nel pan grattato, premendo molto bene lungo i bordi. Procedere allo stesso modo per l’altro cordon bleu. Rosolare in olio ben caldo, asciugare su carta assorbente e salare.

ImageIl primo cordon bleu del principe sglutinato!!!

 

E adesso che sono definitivamente A CASA, mi rimetterò presto all’opera!

 

A presto!!!

 

Agosto

Finalmente tempo di vacanza! Certo ci sono i libri per la tesi, ma assolutamente nient’altro… Questa sì che è vita. Ma non finisce qui: vacanza significa tempo da passare con il principe azzurro. Quest’anno un po’ di Bardonecchia, un po’ di Torino, un po’ di Challand e poi… Parigi!!!! Mentre siamo a Torino, possiamo approfittare del forno. Sorpresina per l’arrivo della dolce metà: rivisitazione gluten free (e lactose non free) della torta zebrata. “Rivisitazione” è una parola grossa, in quanto ho sostituito semplicemente alla farina 00 il Mix C Schär per dolci e al latte di mandorla il latte di mucca. Il risultato è stato appena sufficiente: gusto buono, ma pessima consistenza. Se la versione glutinosa era già risultata asciutta, questa è venuta proprio secca (eh, le farine senza glutine sono proprio ostiche… Ma sarà forse stato complice il fatto che mi stessi truccando durante gli ultimi minuti di cottura?). La prossima volta proverò a mettere una vaschetta d’acqua nel forno.

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Anche l’aspetto non è dei migliori…

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Nonostante tutto, però, il principe azzurro non la disdegna e la elegge a sostituto delle sue amate brioches per una LAUTA colazione.

 

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 Fettina di torta…

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… per la colazione del campione!

 

Si sa, in questa casa durante l’anno – torte a parte – non si cucina molto. Ma i giovani aitanti necessitano di pasti abbondanti, quindi… Mettiamoci ai fornelli! Ecco a voi le spinacine (gluten free, of course e, ora che ci penso, anche lactose free!):

 

Lunedì 6 agosto 2012

SPINACINE di Mamme ai fornelli

Per 3 spinacine:

400 g di petto di tacchino circa

3 cubetti di spinaci surgelati

3 fette di prosciutto cotto

1 uovo

pan grattato gluten free q.b.

sale q.b.

olio  EVO q.b.

Battere il petto di tacchino fino ad ottenere fettine molto sottili e tagliarlo in modo da ottenere sei fette. Intanto, cuocere gli spinaci in acqua salata, poi scolarli e strizzarli bene. Adagiare su una fetta di carne metà di una fetta di prosciutto, un po’ di spinaci, l’altra metà della fetta di prosciutto e concludere con un’altra fetta di carne. Schiacciare bene per sigillare i bordi. Sbattere l’uovo e salare. Passare nell’uovo e poi nel pan grattato, premendo molto bene lungo i bordi. Procedere allo stesso modo per le altre due spinacine. Rosolare in olio ben caldo, asciugare su carta assorbente e salare.

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Sono venute davvero BUONISSIME!!!!! Così buone che abbiamo deciso di lanciarci sui cordon bleau, che il principe azzurro non ha mai avuto l’occasione di assaggiare! Certo alziamo l’asticella, perché il formaggio rende tutto più difficile, ma faremo del nostro meglio.

 

In questi splendidi giorni che trascorriamo insieme, io leggo un po’ di libri per la tesi, lui legge giornali per prepararsi agli esami di ammissione a vari Master in Giornalismo (speriamo speriamo speriamo!!!!!!!). E intanto… Guardiamo le Olimpiadi!!!!!!!! Quale momento più indicato per intraprendere la nuova avventura che da qualche tempo il principe azzurro – in via di alfabetizzazione tecnologica – stava progettando? Vi presento INRETEPERSPORT, il nuovo blog interamente dedicato allo sport:

http://inretepersport.wordpress.com/

Accorrete numerosi!!!

 

Oggi inretepersport è tornato in Valle d’Aosta per un torneo di calcio. Io lo aspetto qui, e – in attesa di lanciarci sui cordon bleau – preparerò una torta allo yogurt (senza glutine, ça va sans dire)!

 

A prestissimo, con nuove ricette!

Una bella giornata

6:35 Mi sveglio e mi stupisco di aver dormito fino a così tardi senza fare colazione (eh, sì… a me di solito di notte viene fame!). Rimedio subito con latte e cereali e mi metto a studiare. Una mail girata dalla traduttrice mi fa venire in mente che devo ancora caricare su Hotfile un video di VocinCanto.

 

7:30 Torno in camera mia, accendo il computer e……………..

BOOT FAILURE. INSERT SYSTEM DISK AND PRESS ENTER

Spengo. Riaccendo. Rispengo. Riaccendo. Niente. Panico.

Tutti i miei preziosissimi dati… Tutte le ore passate sui progetti musicali… Tutte le foto… Tutti i documenti di tirocinio… No no no, quelli li ho salvati in almeno altri due posti, meno male!

Torno sconsolata sul divano a studiare. Ogni tanto faccio qualche tentativo. Niente.

La traduttrice si attiva, chiede al mitico tecnico del Volta, a Fabi – la quale chiede al mitico tecnico del Poli – e alla collega che insegna informatica. Arrivano vari suggerimenti. Nulla da fare.

Vabè, cerchiamo di non pensarci e facciamo qualcosa di utile: finiamo il libro di Docimologia.

 

10:00 Su Skype compare mio papà: Ciao papà!!!!!!!!!! Scusa se ti assalgo, ma…. ALLARME ROSSO ecc. ecc.

Anche questa volta niente da fare. Ma la chat porta una po’ di sollievo: avevo dimenticato di avere due hard disk e tutta la musica è sul secondo! Fiuh! Ma tutto il resto… Perché non faccio mai il back up???!!!

 

Che disperazione…….. Ma poi – leggendo in una mail di Fabi: Quando mi succedono queste cose io divento matta…TAC! Mi vedo scrivere: Di solito anch’io, ma questa volta sono decisa a restare di buon umore 😉

L’ho scritto davvero io? Pare di sì. Wow! Dopo quasi 22 anni passati insieme, sono ancora in grado di stupirmi.

 

10:30 D’accordo, sono senza computer. Niente progetti musicali. Niente vecchie foto, vecchi video, vecchi mp3 (ma quanto sono belle le vacanze???)… Vediamo di sfruttare questa giornata al meglio. Facciamo un dolce!

 

 

Venerdì 27 luglio 2012

CAMILLE di Giallo Zafferano

Per sei muffin:

90 g di farina

12 g di fecola di patate

50 g di zucchero

1 uovo

65 g di olio di semi

125 g di carote

35 g di mandorle

scorza di ½ arancia

½ bustina di vanillina

¼ di bustina di lievito per dolci

un pizzico di sale

Sbattere l’uovo con lo zucchero fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso. Incorporare le carote, precedentemente pelate e tritate. Aggiungere le mandorle tritate, la farina, la fecola di patate, il sale, la vanillina e a scorza d’arancia. Unire l’olio e amalgamare bene. Infine, aggiungere il lievito e mescolare delicatamente. Versare il composto nei pirottini da muffin e infornare a 180°C per 20/25 minuti.

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Incredibilmente simili ai muffin al limone, non trovate? -.-‘ Sì, l’aspetto non è esattamente simile a quello dell’originale. Per quanto riguarda il sapore non posso giudicare perché, in realtà, non ho mai assaggiato le vere Camille… Però queste sono buone!

 

13:00 Ma cosa si può fare quando si è senza computer? (E notare che ho comunque il portatile, ma il PC è davvero insostituibile, una sorta di mia appendice.) Potrei suonare il pianoforte! Via, a rispolverare vecchi spartiti.

 

14:30 Devo aspettare che torni mio papà per capire cosa fare con il moribondo. Almeno una settimana. Meglio attrezzare il portatile. Collegare casse, hard disk portatili, installare Samsung Kies, mettere in funzione i midi devices su Sonar… Per le quattro è tutto fatto e si può iniziare un progettino. E nel mentre una piacevole visita della zia, con il primo assaggio delle Camille!

 

16:30 Arriva la traduttrice per l’ultima sessione di studio pre-Europa Cantat.

 

17:30 Ancora un po’ di musica sul portatile.

 

19:20 Gelato-cena. Intanto arriva una mail di Fabi: il mitico tecnico del Poli ha preso a cuore il caso e dà un altro suggerimento. Ormai scettica eseguo e…………. MAGIAAAAAA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

 

20:00 Inizia il back up più completo della storia dei miei computer!

 

 

GRAZIE a tutti gli amici e i tecnici che si sono prodigati per me e per il mio computer!!!

E grazie a me, che mi sono regalata una bellissima giornata, nonostante tutto (che poi – diciamocelo – non è niente).

 

A prestissimo, con una nuova torta!

Intanto, buone Olimpiadi e buon Europa Cantat a tutti!!!!!!!!!!

Piccoli già grandi

Cari amici bloggers, dopo una settimana di (quasi) totale sconnessione in quel di Bardonecchia e un intenso week end di festeggiamenti, sono tornata! Festeggiamenti, già… Ed è proprio di questo che voglio parlarvi. Oggi voglio raccontarvi la storia di una torta speciale: testata sulla commissione di maturità della traduttrice-presidente (per lo scrutinio della seconda classe), è stata presto riproposta per un evento molto importante. Per quale evento?, vi chiederete voi. Per una riunione tutta al femminile – una serata che, a scapito del nome, è davvero una grande festa. È l’unico “addio” che con sé non porta amarezza, ma solo gioia e novità. Ma certo, sto parlando dell’ADDIO AL NUBILATO! La allora-per-poco-ancora-nubile-ormai-non-più-nubile è una carissima amica, che mi ha dato l’onore di essere testimone dell’amore che la lega al suo ormai-sposo. È soltanto una mia coetanea, ma già moglie e presto mamma. Questa, per me, resterà sempre la torta di Chiara…

 

Sabato 14 luglio 2012

TORTA AL CACAO E ALBICOCCHE di Gnam Gnam

120 g di farina

150 g di zucchero

90 ml di olio di semi

3 uova

30 g di cacao

1 Kg di albicocche

1 bustina di lievito per dolci

sale q.b.

Sbattere le uova con lo zucchero fino ad ottenere un composto omogeneo, poi aggiungere l’olio. Incorporare la farina, il sale ed il cacao setacciato. Aggiungere il lievito e mescolare delicatamente. Versare l’impasto in una tortiera. Sbucciare le albicocche e tagliarle a spicchi sottili. Disporre gli spicchi di albicocca sull’impasto, formando cerchi concentrici. Infornare a 180°C per 30 minuti.

 

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La prima volta che ho preparato questa torta sono rimasta molto delusa perché, dopo aver disposto a regola d’arte tutti gli spicchi di albicocca, ho visto l’impasto gonfiare e inglobare la decorazione. La seconda volta sono partita spiritualmente preparata: naturalmente ho nuovamente disposto con estrema cura gli spicchi – altrimenti non sarei io! – ma poi mi sono divertita a documentare la metamorfosi…

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Voglio concludere con il più grande degli AUGURI alla famiglia di Chiara e Giacomo, che, appena costituita, è già pronta ad allargarsi! Ah, ancora una cosa: vorrei esprimere tutta la mia ammirazione nei loro confronti… Certamente in passato essere sposati con figli alla nostra età era la norma – e così continua ad essere in molte culture – ma qui, nell’Italia di oggi, è sicuramente una sfida. Così, Chiara e Giacomo – piccoli già grandi – sono per me un inno alla vita, un grande esempio che spero di poter presto seguire…

Back in business!

Caro blogworld, quanto tempo che non ci sentiamo!!!!!! Come è stato mai possibile??

Che cosa è successo – vi chiederete – dal lontano 22 maggio ad oggi? Bè, vediamo, un sacco di cose… Per cominciare, una simpatica appendicite, che mi tenuto lontano da forno e fornelli (ma anche dal frigo e dalla dispensa) per circa un mesetto. Non temete: appendicite infetta salutata e ora c’è più spazio nell’apparato digerente per le torte! Oltre all’appendicite – durante l’appendicite – molto studio, vari esami, tante soddisfazioni e splendidi squarci sul futuro prossimo. Direi che, nonostante la perdita del piccolo (ma per questo non meno amato) organo, il bilancio chiude in positivo!

Ma adesso, bando alle ciance: torniamo a parlare di cose serie! A più di un mese dall’ultimo esperimento culinario, la settimana scorsa ci siamo lanciate sulla frutta di stagione e ho preparato una buonissima…

 

Lunedì 25 giugno 2012

TORTA ALLE PESCHE di Sissi in cucina… e non solo lei

300 g di farina

120 g di zucchero

4 uova intere

5 pesche gialle

400 ml di succo di pesca

1 bustina di lievito

un pizzico di sale

Montare molto le uova con lo zucchero, fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso. Aggiungere il succo di pesca, la farina, il sale e le pesche tagliate a pezzi. Versare il composto in una tortiera e cuocere in forno ventilato a 180° C per 45 minuti, poi alzare la temperatura a 200 ° C per cuocere per altri 15 minuti.

 

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Il gusto era davvero delizioso, da questo punto di vista una delle torte più riuscite! La consistenza, invece, decisamente troppo umida, avrei dovuto farla cuocere di più. Un ulteriore problema è il fatto che le mie torte lievitino molto poco… Speriamo dipenda dal forno e non dalla pasticcera!

 

Questa settimana, invece, la figlia della traduttrice ha sfornato un dolce per la commissione di maturità di cui la traduttrice-madre-professoressa è presidente! Ed è stato il momento di un grande ritorno: per la serie “la prima torta non si scorda mai”… Ladies and gentlemen, la TORTA DI CAROTE!!! Come mi ero ripromessa, ho praticamente dimezzato la dose di zucchero; obbligata, invece, è stata la sostituzione delle mandorle con un misto di frutta secca.

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Per fortuna ne è avanzata metà, che avremo il piacere di condividere con il direttivo di VocinCanto!

 

Direi che per oggi è tutto…

 

A PRESTISSIMO!!!

(Questa volta per davvero!)