Julie, Julia & Rossella

L’idea mi è venuta nell’ultimo viaggio in India, in aereo, guardando il film Julie & Julia. Perché non fare anch’io un blog come quello di Julie (o era Julia?). Certo dovrei trovare il libro giusto, uno che mi faccia venire voglia di cucinare anche solo per me. E diciamo una ricetta alla settimana, visto che è raro che di questi tempi trovi il tempo di cucinare più spesso.

Poi i paesaggi indo- nepalesi hanno spinto il pensiero – che ancora non era un progetto – sul back burner, come si dice in inglese, e me ne sono completamente dimenticata, finché alla libreria Coop ho visto Il gusto della Gioia, scritto da una delle cuoche della comunità di Ananda. Ananda Assisi è uno dei primi posti in cui ho fatto “servizio”, lì si chiama karma joga. Uno offre un po’ del suo tempo per fare quel che serve e in cambio ha vitto e alloggio e la possibilità di accedere alle attività della comunità nel tempo libero. Io facevo l’interprete e un po’ di cucina. Mi piace cucinare per tanti. Sono le cenette a due che mi mettono in crisi. In genere restano avanzi per qualche settimana.

Così ho comprato il libro e ho pensato di aprire questo blog in cui avrei documentato una ricetta alla settimana: ce ne sono 150 a base di seitan, tofu e germogli (e un capitolo sul digiuno). E mentre studiavo se cominciare con un centrifugato, o decisamente dal digiuno (incipit originale per un blog di cucina), mi sono chiesta se 3 anni di sano vegetarianesimo spirituale non avrebbero rischiato a lungo andare di alienarmi il grande pubblico… mmmhhh… e il progetto è tornato sul back burner.

Ma un bel mattino, trascinandomi in cucina mezza addormentata verso il miraggio della mia colazione Budwig, lo sguardo mi è caduto sulla libreria: in fondo ho 2 metri e 40 di libri di cucina collezionati negli anni, qualche classico tipo The Joy of Cooking di Irma S. Rombauer, molti etnici, la Grande enciclopedia illustrata della gastronomia del Reader’s Digest, il ricettario dell’olio Carli, chili di schede di Elle in varie edizioni europee, to name a few… e poi ho lavorato qualche anno con Suor Germana! Perché non spiluccare qua e là?

Ecco, comincio oggi, e comincio proprio da lei: la crema Budwig. L’ha inventata una dottoressa tedesca, Johanna Budwig, negli anni ’30 e l’ha pubblicizzata un’altra dottoressa, una russa emigrata in Svizzera durante la rivoluzione, Catherine Kousmine. Entrambe erano convinte che il cibo fosse la miglior medicina e non solo come prevenzione. Ho scoperto questa ricetta per la prima colazione nel mio primo viaggio nell’Himalaya (e sull’aereo, per restare in tema, quella volta avevo visto Ratatouille), me l’hanno insegnata due amici siciliani. Potrete facilmente scoprirne le virtù nutritive in rete.

Qui la mia versione. Occorrente: un macinino da caffè, un frullatore, un cucchiaio e un coltello, una coppetta o scodella. Si fa tutto a crudo.

Macinare: un cucchiaio di semi di lino (indifferentemente dorati o scuri), un cucchiaio di cereali (ripeto CRUDI, può essere riso, avena, miglio, quinoa… meglio non il grano che può dare intolleranza; il mio preferito è il grano saraceno) e un cucchiaio di semi oleosi (noci, nocciole, arachidi, pinoli, semi di girasole, di zucca…).

Frullare insieme a: un vasetto di yogurt, una banana (o in alternativa un cucchiaino di miele) 100 gr di frutta (una mela, una grossa pesca, una pera, fragole, frutti di bosco, albicocche, kiwi, frutta tropicale…), e il succo di mezzo limone, o compreso di buccia se è biologico (dà un gusto piacevolissimo).

L’ideale è variare gli ingredienti. Per chi è intollerante al latte animale (come me) basterà sostituire il latte o yogurt di soya (che hanno simile apporto di proteine e carboidrati), i celiaci useranno cereali privi di glutine, chi è allergico alle noci potrà trovare i semi che meglio gli si confanno. Al posto dello yogurt si può alternare l’uovo oppure il tofu. Sperimentando con vari cereali e frutta di stagione si otterrà una crema dal sapore sempre diverso.

Gli esperti consigliano di non prendere i semi di lino per più di sei mesi consecutivi, sostituendoli per un mese con l’olio di lino. Questo naturalmente solo se prendete la crema Budwig ogni volta a colazione.

I primi giorni la preparazione potrà essere un po’ lunga (anche un quarto d’ora), ma prendendoci la mano, in cinque minuti avrete pronta una colazione da re e regine. Da accompagnare con una bevanda calda: del mate, un buon tè (mai provato il tè bianco?), o il caffè (io prediligo l’Illy in questo periodo). E se siete in vena di esperimenti, provate ad aggiungere una punta di cannella macinata al caffè già nel filtro della caffettiera.

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Pubblicato il 21 febbraio 2010 su prima colazione. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 16 commenti.

  1. a me la tua crema ricorda l’estate in cui aspettavamo (!) Marti a Bardonecchia e quando è arrivata e noi 4 siamo tornati su a ripigliarci quel disgraziato di 12enne e tu eri sempre lì: ad accogliere, ascoltare, sorreggere con il tuo sorriso e la tua forza… Grazie sorellina mia adorataaaaaaaaaaa!!!!!

  2. in pratica è la mia colazione da anni (i fiocchi di quinoa sono una droga), solo che non la frullo! proverolla frullata e saprotti dire.

    anch’io adoro l’Illy, anche se ultimamente lo sto tradendo con l’orzo bio aromatizzato all’anice (polvere mischiata da una fattoria bio vicino casa mia).

    • wow l’orzo aromatizzato all’anice! Ho provato tante volte a convertirmi all’orzo ma non ce l’ho mai fatta, forse questo mi piacerebbe… non e’ che vieni su alla fiera del libro?….

      • Ross cara, per la fiera dovrei venire su perché una mia autrice sarà ospite di Terra Madre e mi vuole accanto a sé. il problema sono sempre gli spostamenti, perché maggio in casa mia è sempre un po’ incasinato e Torino è difficile da raggiungere in giornata. prenoto sempre e poi finisco per disdire. comunque anche se non vengo metterò in valiga almeno un pacchetto di orzo all’anice del GAS pensando a te.

  3. quando ho visto il film al cinema l’ho adorato 🙂

    bellissima questa idea! ci si può iscrivere anche a questo blog?

    • certo bella che ci si può iscrivere, sulla colonnina a destra dovrebbe apparire proprio la dicitura ISCRIVITI. Il tuo blog intanto latita da 9 giorni!

      • allora mi iscrivo subito!! e tu ti sei iscritta al mio??
        in effetti in questi giorni ho in mente altri pensieri che non possono essere scritti su un blog, però ho un mente una sorpresa per te…

  4. impossibile non partecipare! anche perchè mi candido per fare da assaggiatrce di qualche esperimento in una della nostre ahimè rare cenette….

    e della mia colazione che dire? non è sicuramente la versione classica che tu prepari con tanto zelo quotidianamente, ma io non ce la faarei a fare colazione con una crema e così sulla tua scia sono riuscita a trovare la mia soluzione, gustosa e completa, quando mi hanno tolto praticamente tutto quello che mangiavo la mattina….
    buon lavoro stella, sarà divertente!

    • mia cara, ho delle ricette anche per te: per San Valentino ho regalato ai miei due innamorati preferiti un libro dal titolo “La celiachia in cucina”, ma mi devi spiegare bene la questione del grano saraceno e altre farine che non contengono glutine ma che tu non puoi mangiare.

  5. Io adoro i blog di cucina, penso spesso di aprirne uno mio ma mi mancano la costanza e la pazienza necessarie.

    Anche se non mi riuscirà mai di essere vegetariana – è più forte di me – seguirò le tue ricette con interesse.

    In bocca al lupo per questa nuova avventura 🙂

  6. è solo che io non sono celiaca!
    ho in comune l’intolleranza al glutine che però è solo uno dei componenti delle farine…..
    il grano saraceno non ne contiene (non chiedermi il perchè, non lo so, ma magari qualcuna delle tue altre lettrici sì e ce lo spiega) perciò i celiaci possono mangiarlo.
    lo stesso vale per i lieviti, la farina di carrube e credo la quinoa che non danno alcun fastidio ai sensibili villi intestinali dei celiaci.
    io però i villi li ho (almeno credo) e la natura della mia intolleranza è un po’ diversa, così come lo sono gli effetti in caso di accidentale assunzione.
    il nostro comune amico che ha individuato il problema è stato categorico : solo riso e mais (la sua collaboratrice aveva proposto di lasciarmi il miglio una volta la settimana ma lui ha storto il naso e incurvato le sopracciglia…); dopo il brasile ho chiesto ed ottenuto una deroga per la tapioca, che qui da noi non è tanto usata ma ci si fanno delle crepes buonissime….
    e così niente miele di grano saraceno, ahimè!

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