vegetariana a chi???

Mi scrive un lettore, nonché amico di gioventù: ho visto, ma… qui da noi c’è ancora l’uso del maiale, del manzo, del vitellone e della scottona, per il tacer di capponi, polli, pollastri, galletti e gallinelle, e ancora conigli, lepri (gatti??), cervi, cerbiatti, camosci e cinghiali… Ora le tue ricette hanno certamente un grande valore, dal punto di vista salutistico, ma soffrono un po’ di integralismo vegetariano e rischiano di procurarmi, se adottate e messe in pratica in versione integrale, una ripercussione metabolica di difficile previsione.

Integralismo vegetariano? Santo cielo, ho pubblicato una sola ricetta e per giunta per la prima colazione… Certo, se posso compro uova di galline allevate a terra, e al Girarrosto SantaRita (peraltro squisito) mi rivolgo solo in caso di bisogno. Ma se, cresciuta all’ombra del mattatoio di Torino (vedi il film K-Z), e imparentata con allevatori di maiali in quel di Torrazza Piemonte, non mangio molta carne, non è per animalismo ad oltranza (ahimé, che un po’ integralista mi piacerebbe pur esserlo!) ma semplicemente perché la carne non mi piace quasi mai (fanno eccezione la tartare, la salciccia come si dice da noi, e il vitello tonnato del Crinet).

Ma c’è un piatto di carne a cui sono legata da antico affetto, a sua volta indissolubilmente legato alla poesia di Amy Lowell. E’ il chili con carne della mia maestra, Barbara Lanati. Con lei, nei primi anni ’80 del secolo scorso, e con la mia amica del cuore, abbiamo passato molte e una sera a mettere insieme il libro di poesie nato in seminari di traduzione che nella dedica Barbara Lanati definisce faticosi (ed edito da Einaudi nel 1990).

La sua casa tutta bianca e la sua ottima e per noi esotica cucina, sempre e rigorosamente in tutti i toni del marrone, qualsiasi piatto venisse servito: dall’antipasto al dessert, ci conquistava quanto le sue lezioni ci avevano sedotto negli anni universitari. Più di tutti mi piaceva il suo chili con carne e, per emularla, The Joy of Cooking è stato uno dei primi libri acquistati nei miei anni americani.

qui la ricetta originale; più sotto la mia versione "à la piemontaise"

Per 6 persone

Sciogliere una manciata di pancetta (senza lattosio né glutine, am racomand) per dorare due manciate di cipolla sminuzzata (mia figlia non la digerisce, e neanche lo scalogno, allora uso il cipollotto che le è un po’ meno indigesto).

Aggiungere 350 gr di salsiccia “normale” e 350 di salsiccia di Bra, fatta con carne di bovino, naturalmente liberate entrambe dal budello. Non dimentichiamo che la vera differenza la fa la qualità delle materie prime, io mi affido solo al mio macellaio del consorzio Coalvi, ma non uno qualsiasi: la macelleria di via Garibaldi quasi piazza Statuto.

Saltare la carne finché è dorata, quindi aggiungere una confezione grande di pelati scolati da buona parte del liquido e sminuzzati, con un cucchiaino di zucchero per stemperarne l’acidità, due confezioni di fagioli kidney, 1 foglia di lauro non troppo grande, due buone prese di sale (posso consigliare il sale integrale dell’Atlantico macinato sul momento?) e poi lui, naturalmente, il peperoncino piccante in polvere o chili pepper, o la paprica per una versione leggermente più dolce.

Cuocere e cuocere e cuocere, per un’oretta buona, senza allontanarsi mai troppo, per evitare che attacchi. Dovesse asciugarsi più in fretta, aggiungete ancora un po’ del liquido dei pelati, che avrete tenuto da parte apposta.

Il contorno ideale è il riso bollito 8 – 9 minuti e poi saltato in padella con un filo d’olio in cui avrete mescolato dello zafferano – quello vero, in fili, non quello delle bustine che troppo sovente è mescolato ad altre sostanze – e una bella misticanza “per sgrassare la bocca”, come dicono i nostri vecchi.

Contenti, amici carnivori?

P.S. Non so come abbia fatto – visto che la mia maestra non si collega MAI a internet – ma, mentre parlavamo di case, le ho accennato alla sua ricetta reinterpretata da me e messa online, e lei ha detto: “Hai scordato la sour cream.” Per la miseria , sì: HO SCORDATO LA SOUR CREAM!

Da preparare il giorno prima, o la mattina per la sera: si prenda una confezione di panna da cucina (per gli intolleranti funziona altrettanto bene la panna di soia o quella di riso) e la si versi in una scodella, si aggiunga il succo di mezzo limone e si mescoli abbondamentemente. Si riponga il tutto in frigo e, ogni volta che si passa da quelle parti, le si dia una rimescolata. Sarà perfetta servita a fianco del chili.

Annunci

Pubblicato il 25 febbraio 2010 su carne. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 8 commenti.

  1. Che bello, avere una *maestra*, nel senso più alto e bello del termine, che invidia per quelle giovani Rossella e Susanna 🙂
    (Cercando immagini di carne per far imparare ai miei piccini Fleisch, Schwein, Kalb ecc ho avuto una folgorazione, è veramente orrendo, non riesco più nemmeno ad avvicinarmi al reparto carne al supermercato – resterò carnivora al ristorante, però. Un po’ di sana incoerenza >:-))

    • Sì, Is, è veramente orrendo quello che riusciamo a fare ai nostri fratelli animali. Certo se pensiamo a cosa riusciamo a fare pure agli uomini (e alle donne!). Che razza siamo!!!!!

  2. sai che scopro solo ora che vicino alle nostre case ci fosse il mattatoio?

  3. ma questo post è di prima?!!!! E già parlavi della casa di Barbara!!!!!!!
    bello bello bello!!!!

  4. ho visto adesso che c’è la mia fotina dell’header!!!!!!
    always together, ever and everrrrrrr

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: