Diamo a Cesare quel che è di Cesare!

Miei cari amici bloggers, eccomi tornata!!!! Le lezioni sono ricominciate da ben due giorni e sono ancora viva… Un buon risultato! La traduttrice-che-vien-giù-dai-monti è appena tornata dalla una mini vacanza di Carnevale in cui ha fatto le zia e ho finalmente avuto il responso sulla torta perparata questa domenica! Ho aspettato il critico ufficiale perché il nuovo esperimento non fa parte del mio genere di torte preferite, quindi il mio giudizio non sarebbe stato molto affidabile. Ma prima di passare alla ricetta, permettetemi un appunto…

Chiunque abbia incontrato anche soltanto una volta la traduttrice non può non ricordare il suo sorriso e la sua risata. Sono le due espressioni che illuminano il suo viso per quasi tutte le ore di veglia! E sono anche quelle con cui accoglie la maggior parte delle notizie, che si tratti di una vincita della lotteria, di un regalo, di una nipote che la cancella da Facebook o da una figlia che ne disconosce l’impegno culinario degli ultimi vent’anni… La traduttrice, infatti, ha riso leggendo la descrizione del suo aiuto in cucina e il racconto della sfilza di surgelati che adoravo da piccola – di cui potete leggere nei post precedenti – e ha anche mostrato una buona dose di autoironia nei commenti lasciati. Ma l’altro giorno mi ha fatto chiedere dalla nipotina di cinque anni: «Come faceva la tua mamma a cucinare la polenta?». E in prima persona: «Ma non hai scritto delle cene della musica?!». Insomma, in fondo in fondo mi sa che c’è rimasta male, per questi racconti che non le rendono di giustizia! Così ho deciso di spezzare una lancia in suo favore e raccontarvi quanto amore sia in grado di mettere nei suoi piattini. È vero, non succede spesso che cucini pranzi, cene e dolci per gli amici, ma, quando lo fa, sceglie materie prime di ottima qualità e mette tutto il suo impegno per deliziarli con pietanze fantasiose! Nei primi due anni del mio liceo, un martedì ogni due settimane eravamo solite ospitare la “CENA DELLA MUSICA”, alla quale partecipavano la mia migliore amica con la sua mamma e le nostre insegnanti di violino e pianoforte (qualche volta si è unita a noi anche una simpaticissima arpista). Per queste occasioni la traduttriche-che-ogni-tanto-si-mette(va… ahahahah)-ai-fornelli preparava pietanze buonissime, con una predilezione per il multietnico! Ricordo serate indiane e serate messicane (forse bisognerebbe dire tex-mex)… Un chilli con carne da urlo, con ingredienti provenienti dalla macelleria Coalvi. E naturalmente home made guacamole! Ma non dovete pensare che mettesse il grembiule solo in onore degli ospiti. Quand’ero più piccola, per esempio, mi preparava una squisita torta alla yogurt con il Bimby! E, quando mi faceva le crêpes, le farciva con una grandissima varietà di ingredienti: dal tipico prosciutto-e-formaggio al paté d’oliva, dalla crema al tartufo bianco di Giovanni Rana (ok, non esattamente da puristi, but still…) alla Nutella, passando per la panna montata! Inoltre, preparava una splendida insalatina di spinacini, pancetta e grana… Ed è anche molto brava a fare i risotti! Ricordo ancora il gusto di quello che ha cucinato una sera per me e una sua amica: zucchine e gamberetti, ma sfumato con il vino rosso! In un certo periodo mi preparava addirittura lasagne e pasta al forno… E che dire delle mitiche backed potatoes con tanto di sour cream? Per non parlare della già citata pasta alla carbonara (ora che ci penso, me l’ha cucinata di recente – giusto due o tre anni fa, ma cosa saranno mai in confronto all’età dell’universo??? – e l’ha resa un piatto unico e straordinariamente personale profumando il piatto con qualche goccia del suo sangue… Eh già per amor mio ci ha rimesso anche un pezzo di dito!). E poi, diciamocelo: mica è colpa sua se la sua unica coinquilina è una figlia monotematica, che vivrebbe di frutta, pizza e gelato, no???!!!

 

Allora, traduttrice, così va un po’ meglio?

 

Ma torniamo a noi!!!! Domenica mattina, dopo essere andata a dormire – udite, udite! – alle 05:30 (no, non del pomeriggio, della notte!) mi sono alzata di buona lena al suono della sveglia… Non volevo certo correre il rischio di dover fare la torta in tutta fretta! Così alle 07:00 (oh yeah, non ci facciamo spaventare da niente!) mi sono messa all’opera per preparare la…

 

Domenica 19 febbraio 2012

CROSTATA DI PESCHE E MANDORLE di armoniaincucina (pasta frolla) e Saltando in padella (farcitura)

Per la frolla (la prossima volta raddoppierò le dosi):

200 gr farina

70 gr zucchero

1 uovo

50 ml di olio di semi

scorza grattata di ½ limone (o aroma di vaniglia)

1 pizzico di sale

Per la farcitura:

1 vasetto di pesche sciroppate (o 4 pesche fresche)

3/4 di un vasetto marmellata di pesche

50 gr di mandorle

Mescolare l’uovo e lo zucchero fino ad ottenere un composto spumoso. Aggiungere l’olio. Incorporare la farina, la scorza di limone e il sale. Lavorare con le mani fino ad ottenere un impasto omogeneo. Formare una palla, avvolgerla nella pellicola da cucina e farla riposare un’ora in frigorifero. Dopodiché lasciarla riposare 5 minuti a temperatura ambiente, poi stenderlo. Per semplificare questa operazione può essere utile inserire l’impasto tra due fogli di carta forno. Trasferire il foglio inferiore di carta forno su cui è adagiato l’impasto steso in una tortiera con cerniera. Spalmarvi sopra uno strato di marmellata e coprire con le mandorle tritate. Disporvi le pesche tagliate a fettine a raggiera (dopo averle sciacquate, scolte e asciugate). Coprire con altra marmellata per chiudere i buchi tra le fette. Arrotolare su se stessi i bordi di pastafrolla. Infornare a 170°C per circa un’ora.

Per essere la mia prima crostata, direi…… Non male! Sarà che, a dire il vero, non è esattamente la prima? Qualche giorno fa, guardando vecchie foto, ne ho trovate alcune che mi hanno ricordato che avevo già avuto una passione per la preparazione dei dolci in passato. Ed era proprio in quella fase che la traduttrice-che-non-mi-fa-mai-mancare-nulla mi aveva regalato la splendida teglia in silicone! In realtà, però, quella volta mi ero limitata a una crostata e una teglia di biscotti (anzi, di cookies). Questa foto mi fa molta tenerezza… Il confronto tra la crostata di allora e quella attuale mi fa pensare che forse in questi anni di pausa ho imparato anche senza esercitarmi……… Ahhhhh, che mondo sarebbe senza neuroni a specchio?!

Non so ancora che torta preparerò domenica, ma vedrete che qualcosa dal forno uscirà! Restate connessi!

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Pubblicato il 21 febbraio 2012 su Uncategorized. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 6 commenti.

  1. due commenti in una volta sola:
    1) sai che questa torta tra tutte quelle che ho visto sul blog è quella che mi piace di più???
    2) anni fa sono venuta a cena a casa vostra e ricordo di aver mangiato benisssssimo, altro che surgelati 😉

  2. Grazie Pasticcera del mio cuore!!! e per dare a Cesare quel che è di Cesare e dirla proprio proprio tutta, 9 volte su 10 la polenta la faccio… precotta!!!! Ma biologica, neh!!!!

  3. Pero’ era buonissima!!! Con una spolverata di ragu’ preparato dal macellaio…. :))
    Ma ci sara’ ancora un pochino di torta se passo da quelle parti? La trovo mervaigliosa!!!

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