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HappyFania


Befana

Evviva evviva, la Befana è passata anche da noi!

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Domenica 6 gennaio 2013

MUFFIN DI CAROTE E CIOCCOLATO di Asinochileggeancora

100 g di farina

60 g di zucchero

35 g di olio di semi

2 uova

90 g di carote

50 g di cioccolato fondente

1 cucchiaino di lievito

1 pizzico di sale

Lavorare a crema le uova con lo zucchero, quindi incorporare l’olio. Aggiungere la farina, il sale e il lievito. Incorporare le carote pelate e tritate e il cioccolato tritato grossolanamente. Infornare a 180°C per 25 minuti.

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Buona Befana a tutti!!!

(Anzi, come mi corregge sempre il principe azzurro, buona Epifania)

It’s the most wonderful time of the year!

Un altro Natale è trascorso. E non è stato un Natale qualunque: è stato l’ultimo in cui ho spacchettato i doni seduta ai piedi dell’albero accanto alla traduttrice. Dovete sapere che il Natale è la tradizione che amiamo di più… 23 volte ci siamo alzate insieme e trepidanti siamo andate a controllare se fosse passato Babbo Natale; 23 volte il cuore è saltato dal petto in gola vedendo i pacchetti per noi depositati; 23 volte ci siamo riempite di gratitudine verso l’omone vestito di rosso, verso i nostri cari, verso la vita mentre aprivamo i nostri regali; 23 volte ci siamo preparate per il pranzo con i parenti; 23 volte ci siamo sedute attorno al tavolo con loro, abbiamo chiacchierato, riso, mangiato pietanze preparate con tanto amore; 23 volte abbiamo spacchettato altri pacchettini (e pacchettoni). Torino o Bardonecchia, la sostanza non cambiava: io e la traduttrice abbiamo sempre condiviso ogni stante del magico giorno.

Dall’anno prossimo ognuna si sveglierà nella propria casetta. Non posso negare il nodo che si stringe in gola nel pensarci lontane, ma riuscite a immaginare la felicità che provo pregustando il risveglio natalizio insieme al mio principe azzurro? L’anno prossimo aprirò gli occhi insieme a lui e con lui correrò sotto l’albero; l’anno prossimo saranno i nostri cuori a scalpitare vicini al sibilo della carta strappata; l’anno prossimo condividerò il bagno con il principe durante la preparazione per il sontuoso pranzo; l’anno prossimo varcherò con lui la soglia della casa dei parenti; l’anno prossimo sarò seduta accanto a lui durante il pomeriggio di festa; l’anno prossimo con lui saluterò il giorno santo, chiudendo gli occhi nel buio della notte invernale. L’anno prossimo inaugureremo nuove tradizioni, tradizioni destinate a durare una vita. Chissà, cara traduttrice, se festeggeremo insieme con la cena della Vigilia o con il pranzo di Natale? Chissà se apriremo i rispettivi regali la sera, la mattina o nel pomeriggio? Chissà se ci telefoneremo per augurarci buon Natale o se aspetteremo di essere insieme? Chissà. Quello che so è che il Natale resterà per me il giorno più bello dell’anno.

Grazie, traduttrice, di avermi trasmesso l’amore per questa ricorrenza; grazie, traduttrice, di tutti i doni che mi hai fatto e che mi farai; grazie, traduttrice, di essere la mia mamma; grazie, traduttrice, di aver trascorso con me momenti tanto meravigliosi; grazie, traduttrice, di essere serena e entusiasta verso il futuro. E grazie, principe azzurro, di essere disposto a lasciare la terra natia per raggiungere la nostra casetta; grazie, principe azzurro, per i doni meravigliosi; grazie, principe azzurro, per momento trascorso insieme; grazie, principe azzurro, tutti quelli che verranno.

 

Vi saluto con la ricetta dei biscottini che ho regalato ad amici e parenti… L’anno prossimo saranno gluten free!

 

Sabato 22 dicembre 2012

BISCOTTI AL MIELE di GialloZafferano

150 g di burro

1 cucchiaino ½ di cannella

450 g di farina

7,5 g di lievito in polvere

75 g di miele

3 uova

225g di zucchero

Porre tutti gli ingredienti in una ciotola e impastare. Una volta ottenuto un impasto compatto, avvolgerlo nel callophan e riporlo in frigorifero per almeno un’ora. Estrarre l’impasto dal frigorifero e stenderlo aiutandosi con molta farina. Utilizzare coppa pasta natalizi per ritagliare i biscotti. Reimpastare la pasta avanzata e formare altri biscotti. Procedere fino all’esaurimento dell’impasto. Porre i biscotti su una placca da forno coperta da carta forno e infornare a 180°C per 10-15 minuti (serviranno circa 6 teglie, quindi bisognerà fare più infornate). Lasciar raffreddare i biscotti e confezionare i sacchettini.

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Buone feste!

A ciascuno il suo

Ieri la traduttrice ai fornelli bionda ha dato l’ultimo esame dell’anno. E la promessa è stata che dopo le fatiche intellettuali sarebbe tornata a fare le torte che, diciamolo, vuoi per l’appendicite, vuoi per le vacanze, vuoi per lo studio, vuoi per i molti cambiamenti (come dice Grace Pailey, Enormous changes at the last minute…), si sono fatte attendere.

E la traduttrice (quasi mai) ai fornelli brizzolata che cosa fa nel frattempo? Mangia insalate (a scuola hanno aperto la caffetteria, hip hip hip urrà!), cambia la lampadina che s’è bruciata stamattina, e fotografa la cucina, sperimentando i suggerimenti trovati sull’ultimo acquisto libresco effettuato.

A ciascuno il suo, insomma.

Torta scudetto

Buongiorno a tutti, cari amici bloggers!!! Ieri sera grandi festeggiamenti per i cuori bianco-neri e noi non abbiamo voluto essere da meno. Ma partiamo dal principio…

Ormai è iniziato il periodo esoneri/esami e non ci si può fare nulla: s’à da studià! Così – a malincuore – avevo deciso di astenermi dal divertimento domenicale per dedicarmi alle sudate carte. Poi, però, ho sentito correre voce che il 6 maggio cadesse la Festa della Mamma. Be’, a questo punto, se le cose stanno così, date le circostanze, insomma… non la posso mica lasciare senza torta proprio nel giorno della sua festa!!! Ho dunque deciso di rimboccarmi le maniche nei giorni precedenti, in modo da arrivare a domenica con un carico di lavoro inferiore a quello preventivato. Da brava Santa Tommasina, tuttavia, sabato sera ho deciso di controllare e – colpo di scena – ho scoperto che i rumori erano infondati, in quanto il giorno deputato alla celebrazione delle nostre care genitrici è domenica prossima. Sì, ma ormai avevo riorganizzato il piano di attacco ai libercoli, quindi… ALL’OPERA! Anche questa settimana ho deciso di affidarmi a Giallo Zafferano, per la variante di una torta già provata (e fallita). Durante la preparazione, i cerchi che si espandevano a mo’ di onda evocavano in me ricordi della terza media, quando – studiando l’arte della seconda metà del Novecento – producevamo piccole opere in stile Op-art. Ho temuto di non ottenere grandi risultati, perché la ricetta specificava che i due composti devono avere esattamente la stessa consistenza e purtroppo i miei non seguivano il precetto alla lettera. Invece sono stata piacevolmente sorpresa dal risultato finale, se non regolare, decisamente artistico! Una volta sfornata, poi, la torta mi ricordava la Via Lattea… Ma tra Op-art e galassie proprio non avevo pensato a…

In macchina:

Vale: Stamattina ho fatto la torta zebrata, a cerchi bianchi e neri!

Nonna: Hai fatto la torta della Juve!

Ma certo: una torta juventina, una torta di buon augurio per la serata che avrebbe potuto determinare le sorti del campionato!!! E una delizia del genere non poteva che portare bene…

 

Domenica 6 maggio 2012

TORTA ZEBRATA di Giallo Zafferano

200 g di farina

90 g di fecola di patate

100 g di zucchero

4 uova

70 ml di olio di semi

60-80 ml di latte di soia (o di mandorla)

20 g di cacao in polvere

1 bustina di vanillina

1 bustina di lievito per dolci

1 pizzico di sale

Lavorare le uova con lo zucchero, fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso. Aggiungere l’olio. Incorporare la farina, 65 g di fecola, il sale, il lievito e la vanillina. Aggiungere 60-80 ml di latte di mandorla, o quanto basta perché il composto si stacchi pesantemente dal cucchiaio a goccioloni. Dividere il composto in parti uguali, aggiungere a una parte il cacao e all’altra i 25 g di fecola rimasti. I due composti devono avere uguale densità; in caso contrario, diluire quello più denso con un po’ di latte. Versare un paio di cucchiai di composto chiaro al centro della tortiera; sopra il composto versato, sempre al centro, versare due cucchiai di composto scuro. Procedere allo stesso modo, continuando ad alternare i due impasti. Infornare a 180°C per 30-40 minuti.

 

 

 

Bella e buona! Perfetta per colazione o merenda, accompagnata da una tazza di latte, un tè o un caffè. Unica pecca: il meraviglioso cacao Venchi regalatomi dalla traduttrice è nero nero nero, altissimo purissimo amarissimo, e un po’ di zucchero in più gli avrebbe fatto proprio bene.

Chissà cosa bolle in pentola per la Festa della Mamma?

 

Non perdetevi la prossima puntata!

Caffeina!!!

Cari amici bloggers, quanto tempo è passato dall’ultimo racconto culinario!!! È stata un settimana molto intensa, meno male che c’è la… CAFFEINA!!!!!!!!! No, non sono un’amante del caffè, a dire il vero non lo bevo affatto. Ma in questi giorni ne ho assunta una buona dose. Vi chiedete in che modo? Semplice, attraverso una squsitissima torta!!! L’ho preparata, come di consueto, la scorsa domenica mattina. Non le davo molto credito, sia per il fatto che non apprezzo il caffè sia perché ho avuto qualche problemino con la glassa…… A chiamarla glassa ci vuole coraggio: invece di un composto viscoso, ho ottenuto uno sciroppo molto, ma molto fluido. Le ho provate tutte: l’ho raffreddato a bagno maria, l’ho messo in frigo, poi ho deciso di tentare di aggiungere altro zucchero, così l’ho scaldato a bagno maria, per poi riraffreddarlo con la stessa tecnica e metterlo nuovamente in frigo… Niente… Avrei proseguito in questo processo circolare, ma stava diventando di una dolcezza stucchevole, quindi mi sono arresa. Naturalmente, oltre a non acquistare il bellissimo aspetto della foto presente sul blog dal quale ho preso la ricetta, la torta si è imbevuta di caffè zuccherato. Temevo che la consistenza ne avrebbe risentito alla grande, invece il risultato è stato perfetto: una torta morbidissima, con quella punta di umidità che fa proprio piacere! E, anche se per i miei gusti era un pochettino eccessivo, lo zucchero della glassa ha bilanciato l’amarezza del caffè versato in purezza nell’impasto. Secondo la traduttrice (che forse gradirebbe qualche grammo di zucchero in più nelle mie produzioni), il grado di dolcezza era ottimale. Insomma, un successone! verybigapple non è neanche riuscita ad assaggiarla……… Mi sa che mi toccherà rifarla!

 

Domenica 18 marzo 2012 di Passione Dolci e Torte Salate

TORTA AL CAFFÈ

300 g di farina

80 g di zucchero

50 ml di burro

2 uova

240 ml caffè ristretto

120 ml di latte (di soia)

1 pizzico di sale

1 bustina di lievito in polvere per dolci

Per la glassa:

100 g ca. di zucchero a velo

50 ml di caffè ristretto

Sbattere le uova con lo zucchero fino ad ottenere una crema soffice. Aggiungere l’olio, il caffè freddo e il latte. Incorporare la farina e il sale. Infine, unire il lievito. Infornare a 180° per 30 minuti circa, lasciando la torta nel forno spento per ancora 5 minuti. In una ciotola, unire il caffè caldo e lo zucchero a velo, mescolando energicamente. Lasciare raffreddare affinché si addensi. Porre la torta su un foglio di carta forno e distribuire uniformemente la glassa con una spatola. Prima di servire, aspettare che la glassa solidifichi.

Mannaggia a sta presentazione, non ce la posso proprio fare…

Nonostante il massiccio consumo di torta, questa settimana – in tutti i giorni in cui ho potuto – alle 22:00 ero nel mondo dei sogni da un bel po’… Ne devo dedurre che non sono soggetta alla caffeina o i 3 dl presenti nella torta non sono tanti quanti mi sono sembrati mentre continuavo a riempire la moka monoporzione???!!!

Questo week end finalmente riposo! (Chiaramente non ci si può far mancare un po’ di studio: è geneticamente impossibile se ci si chiama valemariasole.) Domani è già domenica, e ho in programma una vera chicca…!

 

Tornate presto a trovarci (anzi, prestissimo, perché fra 25-26 ore sarò già all’opera)!!!

Che ritardo!!!!!!

Cari amici bloggers, che fatica questo periodo di attività frenetica!!!! È quasi ora di fare una nuova torta e non vi ho ancora detto niente di quella di domenica scorsa… Scusatemi!!!

Arrivo subito al dunque… Nonostante mentre era in forno sembrasse un vulcano in eruzione e la fase della sformatura – sformo? Sformamento??? Insomma, l’estrazione dalla (magnifica) forma in silicone – sia stata simile alla muta di un serpente, alla fine è venuta buona. A detta della sorella della traduttrice, la mia migliore torta che abbia assaggiato! E anche la stessa traduttrice ha gradito. A me non è piaciuta tantissimo perché mi ricorda il gusto dei canditi… Ma, se vi piacciono, il successo è assicurato! Eccovi la ricetta…

 

Domenica 26 febbraio 2012

CIAMBELLONE ALL’ARANCIA liberamente ispirato alla ricetta di KitchenBloodyKitchen

300 gr di farina

60 gr di zucchero

50 gr di olio di semi

3 uova

250 gr di spremuta d’arancia

1 bustina di lievito vanigliato

1 pizzico di sale

Per lo sciroppo:

220 gr di spremuta d’arancia

60 gr di zucchero

Sbattere le uova con lo zucchero, fino a formare un composto spumoso. Aggiungere l’olio e la spremuta d’arancia. Incorporare la farina, il sale, la scorza e infine il lievito. Versare nello stampo e infornare a 160°C per circa un’ora. Fa fede la prova dello stecchino. Una volta sformato il ciambellone, preparare lo sciroppo: mettere in un pentolino la spremuta d’arancia e lo zucchero, portare a ebollizione e lasciar bollire per un minuto. Aiutandosi con uno stuzzicadenti lungo, praticare alcuni fori nel ciambellone; versarvi sopra lo sciroppo con un cucchiaio in modo da ricoprire tutta la superficie. Aspettare che lo sciroppo sia stato completamente assorbito prima di servire.

 

Il vulcano…

… e il Gobbo di Notre Dame.

Ma nella vita, amici, è tutta questione di prospettiva!

Buon marzo a tutti!!! Tornate a trovarci!

Cesarina speaking

Quest’oggi la sorellina è venuta a prendersi la sua fetta di crostata che si mangerà in santa pace stasera per consolarsi del fatto che la sua famiglia quasi (a)normale l’abbandona a cena (mentre c’era ne ha mangiato anche una fettarella qui, per farsene un’idea…) e mi ha suggerito di mettere sul blog la foto qui accanto della nostra pasticcera di famiglia.

Sostiene che da come teneva le ovine in mano (della gallina che i nonni le avevano regalato per il compleanno!) si capiva che aveva la pasta della cuoca.

La foto è appesa sul lavello da una quindicina d’anni (come si vede dalla foto della traduttrice-si-fa-per-dire-ai-fornelli) ed è ormai diventata tutt’uno con la cornice, lo si nota dalle gocce che sono scivolate tra il vetro e la stampa e appaiono nella scansione, perché è impossibile staccare la foto senza che si spezzi: eccola qui, la nostra cuoca.

E ora sappiamo da chi ho preso il sorriso!

Domenica è sempre domenica!

Cari amici del web, eccomi di ritorno per raccontarvi l’avventura con la torta all’ananas rovesciata!

Sabato sera ho messo la sveglia per l’indomani alle 7:00 perché pensavo si trattasse di una preparazione lunghissima, invece è stata piuttosto veloce (attenzione: ho detto “la preparazione”…). Quando finalmente si affida la torta al caldo abbraccio del forno, ci si dice: «È andata, il più è fatto!», ma….. no no no! Non è così che funziona!!! In queste domeniche mattine da pasticceria (super basic) ho scoperto che la cottura è forse la fase più importante e difficoltosa! Con la mia scarsa esperienza mi sento un po’ impotente: vedo la mia amata creazione che inizia ad abbrustolirsi in superficie, ma so che dentro probabilmente è ancora un impasto cremoso e non posso farci nulla! Domenica, dopo aver infornato la torta, ho iniziato a ripulire la cucina («Abbiamo sempre fatto così!»). Tra una frusta e una scodella ho buttato un occhio al forno e… La torta all’ananas sembrava un grande Ringo – avete presente l’high five multietnico dei due piccoli calciatori della pubblicità? Questa volta la situazione era troppo grave e bisognava intervenire!!! È subito scattata una lampadina: «Se avete paura che bruci, magari copritelo con l’alluminio»… Benedetta,  meno male che ci sei tu! (ahahahahahahahahahahahahahah). Ma qui casca l’asino: mica posso aprire il forno quando la torta ha appena iniziato la lievitazione (torta variegata docet)……… Concitati istanti di tormenti interiori e poi l’ardua sentenza: una torta piatta è decisamente meno peggio di una torta bruciata! Così ho aperto il forno, ho coperto la torta e ho spostato la teglia al livello inferiore (mi avete beccata, avevo pure sbagliato la posizione!). Il tempo di cottura era di 45 minuti, ma il nostro potentissimo forno tende a carbonizzare i cibi se si seguono le indicazioni, quindi bisogna sempre abbassare la temperatura e diminuire i tempi. Visto che era stata coperta ho deciso di lasciarla in forno per tutti e 45 i minuti. Ma quando ho fatto la prova dello stecchino….. Cruda!!! Evidentemente la stagnola non solo protegge la superficie, ma diminuisce la quantità di calore che arriva all’intera torta… Ma Benedetta, potevi dirmelo eh?! Così alla fine la torta ha cotto per qualcosa come un’ora e mezza… Meno male che avevo messo la sveglia presto! Temevo molto per la base della torta (che, essendo “rovesciata”, diventa la parte superiore), invece ha retto bene. Al momento della capriola ero sollevata e soddisfatta! Poi è arrivato l’assaggio, domenica sera quello della traduttrice-che-mangia-le-torte-solo-a-colazione e lunedì mattina il mio. Mmmmmmmmmmmmmmmmm…….. No, non ci siamo……….. Stesso problema della torta di mele: umida, umida, umida! La frutta durante la fase di cottura rilascia troppi liquidi e l’impasto non riesce ad asciugare bene. Sicuramente per la prossima torta alla frutta farò un impasto molto più denso, ma non credo che sia sufficiente. Un espediente che invece potrebbe essere più efficace è quello di usare il forno ventilato. Ho letto che non è indicato per i dolci, perché secca molto, ma in questo caso ciò che ricerchiamo è proprio l’effetto collaterale! Ci toccherà fare un altro tentativo…… Comunque la traduttrice-che-a-breve-inizierà-a-maledirsi-per-avermi-regalato-il-super-Braun-Minipimer ha apprezzato taaaaaaantissimo questo dolce e crede di aver capito che le sue torte preferite sono quelle umide alla frutta!

 

Domenica 12 febbraio 2012

TORTA ALL’ANANAS ROVESCIATA da Kuricettario

300 gr di farina 00

80 gr di zucchero

2 uova

60 gr di olio di mais (la prossima volta proverò con 40 ml)

1 Kg di ananas fresco

1 bicchiere di succo d’ananas non zuccherato (la prossima volta lo eliminerò)

scorza di ½ limone

1 bustina di lievito per dolci

1 pizzico di sale

3-4 cucchiai di zucchero di canna

Pulire l’ananas dalla buccia e tagliarlo a fettine sottili, utilizzando l’apposito attrezzo, in modo da riuscire a conservare il liquido che contiene. In una ciotola amalgamare le uovo e lo zucchero fino a ottenere un composto spumoso. Incorporare l’olio, la farina, la scorza di limone, il sale e parte del liquido dell’ananas (aggiungerne poco alla volta per dare la giusta consistenza al composto). Spezzettare alcune fette di ananas e unirle all’impasto. Cospargere il fondo e i bordi della tortiera con lo zucchero di canna. Disporre le fettine di ananas sul fondo.  Versare l’impasto sull’ananas e livellare bene. Se si ha abbastanza ananas, si possono alternare due strati di frutta e di composto. Infornare a 180°C per 45 minuti circa (fa fede la prova dello stecchino). Sfornare e aspettare che la torta sia quasi fredda, poi capovolgerla.

 Ma come si fa a fare delle belle foto alle torte??? Qualcuno mi insegni, please!!!!

A presto, anzi, a prestissimo…!

Novità…

Buongiorno a tutti i blogger! Non sono la traduttrice-(molto-raramente)-ai-fornelli, sono la figlia-della-traduttrice-(un-po’-più-spesso)-ai-fornelli… Vi scrivo perché la traduttrice-molto-raramente-ai-fornelli-ma-molto-spesso-sui-libri non ha tempo per stare dietro a tutti i blog e i social network e così stava tralasciando importanti sviluppi nella vita gastronomica di casa! Dovete sapere che io sono per natura una collezionista e negli ultimi tempi mi sono lanciata sulle ricette senza glutine! Da brava collezionista ricerco, copio, incollo, modifico, formatto, raccolgo, ma alla fine… tanti tasti e niente arrosto! Vedendomi destreggiare con passione tra programmi culinari, ricettari e food blog, la nostra traduttrice-(molto-raramente)-ai-fornelli, abituata da brava professoressa-48-ore-al-giorno-a-scuola a far emergere le potenzialità altrui, a Natale mi ha regalato lo splendido Braun Multiquick 5 MR 570 Pâtisserie!!!!! Vuoi non provare l’ebbrezza di seguire le orme della più pasticciona tra tutte le conduttrici di cooking show della televisione italiana??? Ho subito iniziato la caccia alle ricette senza lattosio (sì, le cose facili non ci piacciono!) e ho scovato un sacco di torte molto invitanti… Quando finalmente la traduttrice-(molto-raramente)-ai-fornelli-professoressa-48-ore-al-giorno-a-scuola-viaggiatrice-comunitaria-e-spirituale-incallita è finalmente tornata dall’India ha trovato un dolce esperimento ad attenderla…

 

Domenica 8 gennaio 2012

TORTA DI CAROTE da My Ricettarium

300 gr di farina

200 gr di zucchero (ma era troppo dolce, la prossima volta farò 100 gr)

100 gr di olio di semi di mais

2 uova

200 gr di carote tritate alla julienne

140 gr di succo d’arancia (2 arance)

40 gr di mandorle tritate

buccia di 1 arancia

1 bustina di lievito per dolci

1 pizzico di sale

Sbattere le uova con lo zucchero finché non diventeranno chiare e spumose. Aggiungere la farina setacciata, l’olio, il succo delle arance, la scorza dell’arancia, le mandorle, le carote e da ultimo il lievito setacciato. Versare il composto in uno stampo e infornare a 160°/180°C per 45 minuti circa. Fa fede la prova dello stuzzicadenti.

 

Era buonisssssssssima!!!!!!!!!! Oltretutto la preparazione è filata liscia liscia:  deve essere stata la fortuna del principiante! La settimana successiva, mentre la solita viaggiatrice-comunitaria-e-spirituale-incallita era in Umbria ho sfornato il secondo prodotto…

 

Domenica 15 gennaio 2012

TORTA VARIEGATA da Diario di una Passione

250 gr di farina

250 gr di zucchero (di nuovo troppo, la prossima volta faro 175 gr)

130 gr di olio di semi

3 uova

130 gr di acqua

2 cucchiai di rum

2 cucchiai di cacao amaro (la prossima volta farò 1 cucchiaio, dopo vi spiego perché)

1 bustina di lievito

1 pizzico di sale

Sbattere le uova con lo zucchero fino a farle diventare spumose. Aggiungere l’olio, l’acqua, il rum, la farina, il sale ed infine il lievito. Se si desidera anche uva passa o gocce di cioccolato. Versare nello stampo quasi tutto il composto. Nel rimanente composto mettere il cacao amaro, mescolare bene e far cadere nello stampo sul composto bianco. Fare dei cerchi concentrici con un coltello per dare un effetto marmorizzato, stando attenti a non mescolare i due composti. Infornare a 180°C per circa 40 minuti, farà fede la prova stuzzicadenti.

Diciamo nì…… Ho fatto un erroraccio!!!! Mentre sbattevo uova e zucchero mi sono accorta di non aver acceso il forno, così sgocciolando sul pavimento e con le mani sporche ho ruotato la manopola del forno… Solo che, invece di fermarmi alla tacca tra 140°C e 180°C, l’ho posizionata tra 120°C e 140°C……………… Me ne sono accorta quando dopo 35 minuti di cottura ho aperto il forno per fare la prova dello stecchino e la torta che aveva da poco iniziato la lievitazione è collassata su se stessa… Ho alzato il forno e l’ho lasciata un’altra mezz’oretta, ma naturalmente la superficie e i bordi sono bruciati! Con tanta pazienza e olio di gomito ho grattato via tutta la crosta bruciacchiata e alla fine non era malaccio, ma non presentava benissimo! L’altra cosa che mi ha lasciato perplessa, invece, è che avrebbe dovuto essere una torta variegata, invece sembrava una torta al cacao con qualche sindrome da mancanza di melanina (avete presente le macchiette bianche?). La prossima volta, quindi, verserò quasi tutto l’impasto bianco, tenendone da parte molto poco per aggiungervi un cucchiaio di cacao. E attenzione nel creare l’effetto marmorizzato con il coltello, perché il composto tende a mescolarsi assumendo una colorazione marroncina uniforme.

Comunque non mi sono persa d’animo e la settimana seguente (mentre la nostra traduttrice-professoressa-viaggiatrice era di nuovo in Umbria)…

 

Domenica 22 gennaio 2012

TORTA DI MELE da My Ricettarium

250 gr farina

80 gr zucchero (la ricetta diceva 150 gr, ma ormai ho capito come funziona!)

100 gr di olio di semi

2 uova

13 cucchiai di acqua

4 mele renette

1 manciata di pinoli

1 limone

1 bustina di lievito

1 pizzico sale

(la ricetta suggeriva anche 1 manciata di uvetta e cannella q.b., ma io non le ho messe)

Mettere l’uvetta in ammollo per circa mezz’ora nel brandy. Sbucciare le mele, tagliarne 2 a cubetti e le altre 2 a fettine (irrorarle con il succo di limone affinché non anneriscano). Sbattere i tuorli d’uovo con lo zucchero, aggiungere l’olio, l’acqua, la farina setacciata, l’uvetta strizzata, i pinoli e la scorza grattugiata del limone. Mescolare bene e aggiungere il lievito setacciato. Montare gli albumi a neve con un pizzico di sale. Incorporarli a cucchiaiate al composto mescolando dal basso verso l’alto per non smontarli. Versare il composto nello stampo e affondarvi i cubetti di mela. Sistemare sulla superficie le mele a fettine e spennellare con dell’ olio. Completare con lo zucchero e spolverizzare la superficie con la cannella. Infornare a 160°C per circa 55 minuti + ulteriori 5 a forno spento.

Ebbene

Ebbene sì, abbiamo cominciato a fotografarle

Bellissima e molto molto buona!!! Però avrebbe potuto cuocere di più… Il nostro forno scalda moltissimo, quindi io faccio quasi sempre 20°C  e 20 minuti in meno rispetto a quanto indicato. In questo caso, memore della settimana precedente, non volevo scendere sotto i 60°C, quindi ho semplicemente ridotto il tempo di cottura a 40 minuti, non sapendo che le mele tendono a mantenere l’impasto molto umido…

Nel caso vi steste chiedendo come mai nelle ricette non si faccia mai riferimento all’infarinare la teglia o al rivestirla di carta forno è perché io uso un splendida tortiera in silicone (regalatami sempre dalla proprietaria di questo spazio in rete in un precedente mio momento di passione culinaria)!!! Presto aggiungerò alla mia collezione (comprendente tortiera, stampo per plum cake/budino, pirottini) anche lo stampo per il ciambellone!

Ieri, in presenza della traduttrice-professoressa-viaggiatrice malata (le ho attaccato l’influenza, ma, si sa, a noi giovani i malanni passano prima!) è stata la volta della…

 

Domenica 29 gennaio 2012

TORTA ALLE NOCCIOLE da Buoni e Veloci

200 gr di fecola di patate (oppure 100 gr di farina OO e 100 gr di frumina –> io per questa volta ho scelto la seconda opzione)

80 gr di zucchero (la ricetta diceva 150 gr di zucchero vanigliato)

60 gr di olio di semi di mais

3 uova

100 gr di farina nocciole tostate (senza pellicina)

acqua q.b.

1 bustina di lievito per dolci

1 pizzico di sale

Separare i tuorli dagli albumi, montare a neve ben ferma questi ultimi e riporli in frigo. Sbattere bene i tuorli con lo zucchero fino a farli diventare soffici e spumosi. Aggiungere l’olio, le farine setacciate con i lievito, il sale e, se l’impasto fosse troppo denso, un paio di cucchiai d’acqua. Incorporare delicatamente gli albumi montati a neve. Versare il composto in una tortiera e infornare a 180°C per circa 50 minuti.

Devo ancora specializzarmi nella presentazione... Mi applicherò!

Una squisita torta da merenda!!!! Perfetta per accompagnare un caffè o accompagnata da qualche pallina di gelato! Naturalmente anche questa volta c’è stato un piccolo incidente di percorso…

V: Mamma, secondo te quanti minuti devono stare in padella le nocciole?

R: Non lo so…

V: Va be’, faccio a occhio…

:::Qualche minuto dopo:::

V: Mamma puoi guardare su internet quanto ci voglia per tostare le nocciole?

R: …Qua dicono in forno… Ah, anche in padella! …Anche Bendetta le tosta in padella!!! …C’è chi dice con il coperchio…

V: Sì, ma quanto?

R: …Non lo dice nessuno… Qualche minuto… Fino a quando inizia a staccarsi la pellicina…

V: Ah ma perché devo togliere tutte le pellicine??? …In tv si vede sempre uscire l’olio, ma qui niente… Aspettiamo… Ma qualche minuto tipo quanti???

Bottom line… tutte le nocciole bruciate!!! Visto che nel pacchetto ne rimanevano solo 20 gr, ho deciso di spellarle tutte lo stesso e di grattare via la parte arrostita. Dopo circa un’ora e mezza di lavoro le ho pesate… Ne erano rimaste circa 30 gr!!!! Tra l’altro abbastanza abbrustoliti… Ho tostato i rimanenti 20 gr e la magggggica mamma-che-ha-sempre-una-soluzione ha trovato un pacchetto di frutta secca mista da cui ho estratto una ventina di nocciole che hanno risolto la situazione! Visto che ogni volta ne tostavo una decina, le spellavo, le pesavo e capivo che ne servivano altre, ho ripetuto l’operazione della tostatura n volte e ormai non ha più segreti per me!!!

 

La prossima settimana tenterò la torta al cocco… RESTATE SINTONIZZATI!

 

 

P.S. Avevate mai pensato al problema del plagio e dei diritti d’autore per i contenuti dei blog? Leggendo gli sfoghi dei food blogger che impegnano ore e ore della propria vita a perfezionare i propri piatti per condividerli con il popolo del web ho capito che non deve essere piacevole trovare il frutto del proprio lavoro in spazi altrui, senza che vanga nemmeno citata la fonte. Confesso che anch’io non ci avrei maaaaaaaaai pensato, ma adesso che lo so ho preferito citare gli autori e inserire i link. Spero di aver rispettato i codici di voi blogger avvezzi, se non l’ho fatto me ne scuso!

Le crêpes di Verres (a Torino) gluten & dairy free

Oggi ho avuto una bellissima sorpresa: mentre Tania Cagnotto faceva del suo meglio nel sincro, mia figlia e il suo fidanzato valdostano — qui urge un piccolo inciso: benché nella famiglia di mia figlia a memoria d’uomo e di donna non si ricordi un antenato/a che non fosse piemontese se non addirittura torinese, lei ha deciso che era tempo di diventare internazionali, e quindi è uscita dai confini regionali e si è spinta fino a Verres, dove sono addirittura bilingui! — dicevo: mia figlia e il suo fidanzato valdostano hanno preparato le crêpes con la ricetta del di lui padre, che è un chimico, quindi le dosi van di precisione.

Eccola:

Ingredienti per 8-10 crêpes:

10 cucchiai di farina (nel nostro caso gluten free!!!)

3 uova
acqua frizzante q.b. (circa mezzo litro)
un pizzico di sale
Ingredienti per il ripieno: di tutto e di più!!!!!!!!
Mescolare gli ingredienti per le crêpes fino ad ottenere un impasto molto molto fluido, quasi liquido. Scaldare una padella sottile e aggiungere una goccia d’olio (serve solo per la prima crepe). Versare un mestolo di impasto nella padella e inclinarla in tutte le direzioni in modo che si distribuisca uniformemente. Se la consistenza dell’impasto è quella giusta, si formeranno delle bollicine che creeranno piccoli forellini. Dopo circa 3 minuti, aiutandosi con una o due palette di legno, girare la crepe. Se fatica a staccarsi significa che non è ancora cotta, quindi aspettare fino a quando si solleverà con facilità. Dopo aver girato la crepe, farcirla a piacere. Dopo 1-2 minuti piegarla in due et… voilà! SEMPLICI E GOLOSE! L’unica cosa è che facendone una per volta ci vorrà un po’ di tempo 🙂
I nostri suggerimenti per ripieni…
…salati (e con latte): Tacchino e sottiletta – Prosciutto cotto e Galbanino – Pesto – Ricotta e spinaci – Verdure grigliate (zucchini, melanzane, ecc.) e Philadelphia – Pomodoro e mozzarella – Salmone e burro
… e dolci: Nutella (anche quella dairy free della valsoia – Nutella e cocco – Zucchero di canna – Marmellata – Miele – Panna montata (anche di soia, avena o riso) e frutta – Panna montata e amaretti – Ricotta (o tofu) e zucchero – Gelato (anche sorbetto)
Io le ho mangiate solo dolci: una con il miele locale, una con fruttosio e cannella e una con la meravigliosa marmellata di albicocche e zenzero della mia amica Cristina Manidoro Monticelli.
Unico difetto: SONO COSÌ BUONE CHE FINISCONO SUBITO!!!!!!!