Archivi categoria: primi piatti

Vacanze di Natale

Le vacanze volgono al termine… Di già??? Quest’anno il principe azzurro ed io siamo rimasti a Torino, ma siamo stati tanto tanto bene ugualmente! Tra un Brothers and Sisters, un Trivial, un capodanno, una briscola chiamata in due (???), una dama, una partita ad HP e tante chiacchiere, anche un po’ di cucina. Ecco a voi le nostre ricettine natalizie…

 

Martedì 1 gennaio 2013

SOFFICINI (gluten free) di Un cuore di farina senza glutine

120 g di latte

10 g di burro

65 g di farina senza glutine

sale q.b.

1 uovo

pan grattato senza glutine q.b.

olio q.b.

ingredienti a piacere per il ripieno

Inserire il latte e il burro nel Bimby e lavorarli a velocità 1, 100°, per 3 minuti. Aggiungere la farina e il sale e lavorare a velocità 6 per 10 secondi. In alternativa, mettere a scaldare in un pentolino latte e burro e aggiungere, non appena bolle, la farina e il sale, mescolando fino ad ottenere una palla. Si otterrà un composto gommoso, ma facilmente lavorabile. Lasciarlo raffreddare, quindi stenderlo il più sottile possibile. Aiutandosi con un piattino da caffè, ricavarne alcuni dischi, per poi farcirli a piacere. Piegare in due i sofficini e premere sui bordi, richiudendoli molto bene. Passarli nell’uovo e poi nel pan grattato, infine friggerli in olio ben caldo.

sofficini2

Notare i soffinici photoshoppati!

 

Giovedì 3 gennaio 2013

CANNELLONI (gluten free)

4 cucchiai di farina senza glutine

1 uovo

acqua frizzante q.b. (circa 200 ml)

250 g di ricotta

4 cubetti di spinaci surgelati

(5 fette di prosciutto cotto)

300 ml ca. di passata di pomodoro oppure di pomodori pelati

gusti

parmigiano q.b.

olio q.b.

sale q.b.

Per prima cosa, preparare le crepes: mescolare l’uovo, la farina senza glutine e l’acqua frizzante fino ad ottenere un impasto molto fluido, quasi liquido; scaldare un padellino sottile (di circa 15-20 cm di diametro) a fuoco medio e versarvi sopra un mestolo di impasto, senza l’aggiunta di alcun grasso; quando i bordi della crepes iniziano a staccarsi, girarla e lasciar cuocere per circa un minuto; procedere fino all’esaurimento dell’impasto (con queste dosi verranno all’incirca 5 crepes). Intanto, cuocere gli spinaci in acqua salata e scolarli molto bene. A questo punto, farcire le crepes adagiandovi una fetta di prosciutto cotto (l’ingrediente è tra parentesi perché è un’aggiunta a cui abbiamo pensato successivamente), due cucchiai di ricotta e un po’ di spinaci; infine arrotolarle su se stesse. Versare in una padella un paio di cucchiai d’olio e lasciarlo scaldare (noi non utilizziamo né l’aglio né il soffritto, ma darebbero più gusto al sugo), quindi versare la passata allungata con un quarto di bicchiere d’acqua e lasciar consumare per una decina di minuti, aggiungendo il sale e i gusti. Sporcare una pirofila con un cucchiaio di sugo, adagiarvi sopra le crepes farcite e arrotolate, quindi ricoprire con il sugo rimanente; infine, grattugiarvi sopra abbondante parmigiano. Infornare a 180°C con funzione grill per 10 minuti.

cann2

 

Venerdì 4 gennaio 2013

MOZZARELLINE FRITTE (gluten free) di Lo spicchio d’aglio

mozzarelle ciliegine

1 uovo

1 cucchiaio di latte

farina senza glutine q.b.

pan grattato senza glutine q.b.

sale q.b.

olio per friggere q.b.

Scolare molto bene le mozzarelline, quindi passarle nella farina, nell’uovo sbattuto con un po’ di sale e con il latte e nel pan grattato. Ripetere l’intera operazione di impanatura. Versare abbondante olio per friggere in un pentolino, riempiendolo per almeno 5 cm di altezza. Quando l’olio è ben caldo, friggere due mozzarelline per volta, estraendole non appena risultino dorate, onde evitare che la mozzarella fonda e strabordi dall’impanatura. Se l’olio non copre interamente le mozzarelline, girarle dopo circa un minuto e lasciarle cuocere per altri 30 secondi circa. Asciugarle con la carta da cucina e salarle leggermente.

mozz

 

Da rimarcare, inoltre, la sperimentazione della pasta di Gragnano senza glutine Garofalo: il bel biondo l’ha posta in cima alla classifica, addirittura sopra la Dialdì.

pasta-garofalo-1024x800

 

Con queste news vi saluto e torno alla mia penultima giornata di vacanza. Ah, dimenticavo! Stanotte arriva la befana, chissà che non ci porti qualcosa di buono…

Buon ricomincio a tutti!

Annunci

Just 5 things

Mettiamo in chiaro le cose: ogni tanto cucino anch’io. Sì, niente di così elaborato e giottescamente rotondo con le fettine di mela millimetriche disposte in perfetta spirale, occhei, però cucino anch’io.

Tipo… mi faccio la pasta.

Niente sughi elaborati che non fanno bene alla salute…

E soprattutto la mia nuova bibbia è Just 5 things. Avevo già parlato su questo blog del super chef di Carlo e Diana che sosteneva non si dovessero usare più di 4 max 5 ingredienti, ma in questo periodo ho deciso che voglio proprio provarci (A. a cucinare e B. a farlo con solo 5 ingredienti — ottima scusa per comprarmi un altro libro di cucina!). Così in attesa che arrivi il libro ho cominciato dal piatto più facile: pasta aglio olio e peperoncino.

Avevo ancora 77 grammi di pasta di farro dicocco macinato a pietra (tempo di cottura 12 minuti) della promettente ditta Prometeo di Urbino; ho deciso di aggiungervi una manciata di Fusilli semintegrali bio organic, (tempo di cottura 8 minuti, grano coltivato e trasformato nella Regione Toscana) e chi ha curiosità di carattere storico-alimentare, può cliccare sul link e scoprire qualcosa di più sul grano Senatore Cappelli… Ho scoperto che una mia manciata corrispondeva (quasi) esattamente a 33 grammi (la bilancia digitale oscillava tra il 32 e il 33):

R: Vale, Vale, guarda che perfezione: avevo 77 gr e ci ho aggiunto una manciata che fa esattamente 33 gr!

V: Mamma, lo sai vero che 77+33 fa 110 e non 100 grammi?!?

R: Certo, ma così la percentuale è perfetta, 2/3 di farrette e 1/3 di fusilli. (NO, la verità è che avevo sbagliato i conti, ma la percentuale era davvero buona e comunque io avevo fame).

Ho messo a bollire l’acqua e l’ho salata. Ho buttato le farrette e puntato il cronometro a 4 minuti. Intanto in un pentolino ho versato mezzo dito di olio extravergine di oliva monocultivar di “nostra” produzione, ci ho schiacciato dentro un mini spicchio d’aglio e 2 peperoncini secchi. Quando sono trascorsi i 4 minuti ho buttato i fusilli, cotto il tutto per altri 8 minuti, scaldato l’olio, scolato la pasta, aggiunto il condimento, spolverato di gomasio e voilà: just 5 things. (E una birra bio tedesca.)

Lo so, non posso competere con la mia coinquilina, e neanche dividere con lei la mia pasta perché non sopporta l’aglio (just 4 things!), ma a me piace!!!

Pranzi e cene

Buona domenica, bloggers!!! Ho finito di studiare prima del previsto, così mi regalo un giretto in questo splendido quartiere virtuale! Prima di descrivervi la torta al cocco (che ho fatto stamattina, ma aspetto di assaggiare!) vorrei raccontarvi di alcuni esperimenti salati……

 

Sabato 28 gennaio 2012

COUS COUS

150 g di cous cous precotto

150 ml di acqua

1 carota

½ pomodoro

½ finocchio

1 cucchiaio di fagioli in barattolo

semi di girasole q.b.

semi di zucca q.b.

sesamo q.b.

olio EVO q.b.

sale q.b.

Versare il cous cous in una ciotola, ungerlo con 1 cucchiaio e ½ di olio e aggiungere ½ cucchiaino di sale. Versare l’acqua bollente, mescolare e coprire con il cellofan. Lasciar riposare per 5-10 minuti. Intanto lavare e tagliare le verdure a dadini. Scolare un cucchiaio di fagioli dal barattolo e sciacquarli sotto abbondante acqua corrente. Disporre le verdure e i fagioli in una terrina, condire con l’olio e salare. Aggiungere i semi di zucca, i semi di girasole e il sesamo. Mescolare il cous cous per sgranarlo, poi versarlo sulle verdure e mescolare.

 

Naturalmente le verdure e le rispettive dosi sono arbitrarie, le mie indicazioni si riferiscono semplicemente a quello che c’era in frigo! Ora, non pensate che nel nostro frigo ci sia sempre tutto questo ben di Dio (dico io: una carota, mezzo pomodoro e mezzo finocchio!!!!): era una rarissima coincidenza nata dal fatto che per qualche motivo inspiegabile il giorno precedente avevo deciso di fare l’insalata ed ero andata al supermercato a comprare l’occorrente… Gli avanzi sono finiti nel cous cous! Comunque era buonissimo!

L’altro ieri sera dovevo sfamare un bel ventenne così ho cucinato il…

 

Venerdì 3 febbraio 2012

POLLO CON PANATURA DI PATATINE della leggendaria Benedetta!

400 g circa di fesa di tacchino a fette

30 g di patatine nel pacchetto (ma erano troppo poche, ne sarebbero servite il doppio!)

Tagliare la carne a bocconcini. Mettere le patatine in un sacchetto per surgelati e sbriciolarle con le mani. Impanare la carne nelle patatine, senza aggiungere uova o altro (semplicemente schiacciando bene). Infornare a 180°C per 10 minuti, girandoli a metà cottura.

 

Avrete notato che il pollo si è trasformato in tacchino, ma, si sa, questa casa ha un che di magico! Come dire? Non un piatto memorabile… Mi immaginavo qualcosa di gustosissimo (anzi, “sfiziosissimo”, come dice la nostra beniamina), invece sembrava pollo rosolato in padella con due patatine… Forse se ce ne fossero state di più sarebbe stato un po’ meglio, mah…

Il giorno dopo si è unita anche la traduttrice-in-quel-momento-né-sui-libri-né-ai-fornelli-bensì-in-piscina e mi sono lanciata in una pasta fatta con il Bimby! Come ha detto il mio bello, sembrava di fare una pozione magica!!! Devo dire che dai rumori sinistri che emetteva abbiamo temuto il peggio, invece era buonissima!

 

Sabato 4 febbraio 2012

PASTA E PATATE NEL BIMBY da un cuore di farina senza glutine

250 g di pasta formato tubetti (noi Corallini gluten-free Buonapasta)

250 g di patate

20 ml di olio EVO

625 ml di acqua

peperoncino q.b.

1½ cucchiaini di sale

1½ cucchiaini di passata di pomodoro

Inserire nel boccale del Bimby l’olio e il peperoncino e far andare a 100°C vel.1 per 3 minuti. Aggiugnere le patate pelate e tagliate a tocchetti e far andare a 100°C vel.1 per 5 minuti. Aggiungere l’acqua leggermente tiepida, il sale e la passata di pomodoro e far andare a 100°C vel.1 per 6 minuti. Aggiungere la pasta e far andare a 100°C vel.1 per il tempo di cottura indicato sulla confezione.

 

Come vi ho anticipato, il Bimby sembrava ospitare una battaglia all’ultimo sangue tra l’armata delle patate e l’esercito dei corallini che si lanciavano coraggiosamente in mezzo al fuoco nemico per raggiungere la trincea avversaria e sterminare il quinto battaglione dei tuberi. Temevamo che il Bimby avrebbe ridotto i la nostra pasta in purea e versando il denso composto i nostri timori sembravano fondati… Invece sotto quel mare bollente abbiamo ritrovato i prodi corallini avvinghiati allo scoglio, pronti ad eseguire un ritornato carpiato nei nostri piatti! Il risultato è stato una grande quantità di crema molto densa all’interno della quale affogava la pasta. Il sapore era ottimo e devo dire che anche la consistenza non era male, soltanto che non ha rispecchiato le mie aspettative… Se e quando la rifarò, dimezzerò le dosi di acqua e patate. Ho trovato un’altra ricetta, da cucinare sui tradizionalissimi fornelli, che sono molto curiosa di provare… Vi farò sapere!

Uh, ecco cos’altro volevo dirvi!!! Il blog da cui ho preso questa ultima ricetta è quello di Felix e Cappera, due pioniere nel campo del senza glutine. Non le conosco personalmente, ne ho soltanto letto le vicende girovagando tra i blog gluten-free, ma le stimo tantissimo!!! Quando hanno scoperto di essere celiache, in un tempo in cui quasi nessuno conosceva questo problema, le farine dietoterapeutiche erano poche e disastrose ed esistevano pochissimi prodotti alternativi, Felix e Cappera si sono rimboccate le maniche e hanno intrapreso un lungo cammino di sperimentazione… Con anni e anni di esperienza hanno messo a punto mix di farine in grado di comportarsi quasi come quelle glutinose e hanno collezionato una grande quantità di ricette che ha ispirato moltissimi neo-celiaci che, volenti o nolenti, hanno affrontato i fornelli per la prima volta e hanno finito per appassionarsi così tanto da aprire un proprio blog. Non paghe di tutto ciò, hanno iniziato ad organizzare raduni per famiglie con membri celiaci e corsi di cucina per genitori alle prime armi con le limitazioni imposte dalla dieta. E alla fine… hanno anche pubblicato un libro! Insomma, è anche merito loro se oggi la comunità del senza glutine e così unita e solidale. Pensate che ormai corsi e raduni proliferano grazie al lavoro di moltissimi appassionati che mettono le proprie competenze al servizio di chi è (per il momento) meno abile. Grazie Felix e Cappera e grazie a tutti i blogger gluten-free che, giorno dopo giorno, condividono la propria esperienza con tutti i fruitori della rete!

Datemi una padella e vi (mi) solleverò il morale

Ho un’amica in Umbria, ora felicemente in pensione, che quando lavorava all’Alitalia (ai tempi in cui l’Alitalia era ancora tale e in aereo si mangiavano pasti veri e c’era la prima, la business, e la classe in cui viaggiavo io) si occupava dei menù su tutti i voli di tutte le tratte: vegetariani, kosher, vegani, normali, a seconda di quello che normale significa nei vari paesi in cui viaggiava la nostra compagnia di bandiera… In ogni paese aveva chef che progettavano menu equilibrati e vari, e fra questi figurava l’italianissimo chef di Carlo e Diana (sì quello che progettava i pasti anche per il principe azzurro Will!).

Proprio lui (lo chef, non Will!) le ha insegnato che un buon piatto deve contenere 4 ingredienti, 5 a esagerare, e più è semplice più è buono. Così tornata nella mia seconda casa (quella dei fornelli qui a fianco), ho deciso di seguire il consiglio. Ma per poterlo seguire, dato che si tratta di una seconda casa in via di allestimento, sono dovuta andare a comprare una padella. Oscillo sempre tra i miei due Gemelli zodiacali: da una parte il gemello barocco vorrebbe ogni possibile utensile e gadget, dall’altra il gemello zen sogna una wok, una caffettiera e un bollitore per il tè. Questa volta, ho dato retta a lui e ho preso una padella tuttofare (che la caffettiera e il bollitore ce li abbiamo già).

Ma la padella e i 4 ingredienti non sarebbero garanzia di riuscita se non fosse che le materie prime provengono da un banco di contadini/produttori bio di Bolsena che arrivano al mercato coperto di Città della Pieve tutti i sabati. Bisogna partire di casa per tempo e armarsi di pazienza perché non c’è il numeratore e il banco è sempre affollatissimo. Hanno poca varietà di frutta, quella di loro produzione, ma tante verdure ed è tutto freschissimo oltre che buonissimo.

Così ho preso dei pomodorini, un po’ di basilico e una testa d’aglio per il pranzo. E coste per cena, che a casa avevo già le uova di galline allevate a terra.

Per pranzo ho fatto imbiondire uno spicchio d’aglio nell’olio di nostra produzione, poi ho messo i pomodorini tagliati a metà per 7 minuti; mentre bolliva la pasta che ho scolato in padella e profumato con un po’ di basilico (5 ingredienti, 6 con il sale, avrò esagerato?)

Per la cena, seguendo il metodo usato dalle amiche indiane che non fanno prima bollire le verdure a foglia come gli spinaci o le coste, ma le cucinano velocemente tagliate o meglio spezzate direttamente in padella con mezzo bicchiere d’acqua, mi sono fatta una bella frittata, o forse non bellissima ma di sicuro buona.

Più semplice di così… e mi ha messo molto di buon umore! Per l’occasione ho deciso di cambiare anche faccia al blog. Che ne pensate?

Minestra di pomodori e fagioli, per russisti (ah ah!)

47 risotto che parla

Mi rendo conto che sono trascorse quasi 3 settimane, ma dal 28 febbraio questo è il primo pomeriggio che passo (parzialemente: dalle 15.00 alle 18.30) in casa. Tutto il resto del tempo è stato un rincorrere treni, studenti, sciatori, cuochi, corsisti… nei corridoi, sulle strade, sulle piste, sulle rotaie di più di mezz’Italia. Comunque ora sono qui e per farmi perdonare propongo 2 ricette, sperimentate appunto in uno dei miei viaggi in Umbria.

La prima è Risotto al radicchio e speck per 47, tanti (anzi qualcuno in più) erano gli ospiti del primo weekend del mese di marzo nel bel casale umbro dove mi occupavo, tra l’altro, di gettare un’occhio in cucina.

Ingredienti: 1 cassa di radicchio lungo, 600 grammi di speck in fette spesse da dadolare, 3 chili di riso Baldo, o Vialone nano o Carnaroli, 1/2 litro di vino rosso (io amo il dolcetto, ma ognuno proverà con il suo vino preferito, purché non troppo corposo), olio, misto soffritto (scalogni, scalogni!) e sale q.b.

Il segreto sta nel lasciare il radicchio – una volta lavato, eliminate le costole più grandi e tagliato a striscioline – nell’acqua per un’ora prima di passarlo nello scolainsalata per liberarlo dall’acqua in eccesso. Questo gli fa perdere l’amaro in eccesso, pur conservando il suo sapore tipicamente amarognolo.

Dunque in un gran pentolone preparare il soffritto con olio (o se preferite burro), scalogno (cipolla bianca se non ne avete), e lo speck che avrete tagliato a dadini. Quando nell’aria si diffonde quel meraviglioso profumo di cipolla, unite il radicchio e fatelo appassire, quindi il riso da tostare e sfumare col vino. Poi portatelo a cottura con il brodo. La ricetta propone il brodo di verdura leggero, io però l’ho imparata da un cuoco padovano che usa rigorosamente solo acqua e sale integrale dell’Atlantico, perciò così lo faccio. Quando il riso è pronto mantecatelo mescolandolo con cura e lasciatelo coperto per tre minuti prima di servire. Tradizionalmente si usa il burro, ma io utilizzo un olio extravergine di oliva (spremuto a freddo) leggero e perfino Allan Bay sostiene che sia altrettanto buono. Se desiderate, potete aggiungere parmigiano oppure asiago grattugiato, ma posso assicurarvi che non ce n’è alcun bisogno (unire le proteine del latte a quelle della carne non è salutare, le proteine del latte avvolgono la carne e non ne permettono la corretta digestione), il risotto è stupendo così, accompagnato dal vino rosso avanzato (se non l’avete già finito mentre cucinavate, io adoro tenermi il calice lì vicino e ci rinuncio volentieri a tavola, per quel piacere “rubato”).

E la seconda ricetta? Certo, ecco in alternativa il primo piatto per i vegetariani: pasta ai carciofi e zafferano.

Per questa ricetta sono adatti sia i carciofi romani che quelli con le spine qui nella figura, l’importante è che abbiano bei gambi perché ci serviranno!

Rosolate in padella uno spicchio d’aglio in olio d’oliva quindi aggiungete i carciofi puliti e tagliati a fettine e i gambi a tocchetti (prima avrete immerso i carciofi in un’insaltiera contenente acqua aromatizzata con limone spremuto – in cui si possono lasciare anche le metà dei limoni soprattutto se non trattati – e poi liberati per quanto possibile della barbetta). Quando saranno cotti al punto giusto getterete via lo spicchio d’aglio e raccoglierete i gambi in un contenitore (benissimo il bicchierone del minipimer o un frullatore) che frullerete con un mezzo bicchiere (per 4/6, in proporzione di più se i commensali sono in numero maggiore) di acqua calda o brodo leggerissimo a cui avrete aggiunto lo zafferano (possibilmente in fili). Unite il frullato di gambi e zafferano ai carciofi e quindi gettate in padella la pasta scolata al dente. Una fiammata per amalgamare il tutto e buon appetito!