Archivi categoria: Uncategorized

2013

Stunnnnnn fffffffiiiiiiummmm -10 gniiiiiiiiiiiic trtrtrtrtrtrmmmmmm fffffffffffffiummmmmmm ttttttunnn ttttunnnn -9 ttttunnnn scscscscscscscscscscscsc trtrtrrtrtrmmmmm -8 gniiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiic ffffffffiummmmmmm trtrtrtrtrrmmmmm -7 stunnnnnnnnnn ffffffffffiiiiiiiiiiiiiummmmm tttttunnnnn -6 ffffffffiummmmmm scscscscscscscscsc -5 gniiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiic pc pc pc -4 trtrtrtrtrtrtrnnnnnnnn cicicicicicicicicccccc ttttunnnn -3 pppccc gniiiiiiic ciciciciciccc -2 fffffffiummmmmmm trtrtrtrtrtrnnnnnn gniiiiiic pc pc pc -1 ttttunnnn fffffiiiiiiiiiiiummmmm pc pc pc kscscscscsccsc trtrtrtrnnnn

Che cos’è? È il 2013 che bussa alla porta….

Ddddunnnn gniiiiiiiiiiic pc pc pc pc scscscscscscscscscscscscscscs BUON ANNO!!!!!!!!!!!!!!

Non è arrivato a mani vuote: porta con sé un cestino colmo di novità. È ancora sull’uscio, ma già ne sento il profumo… Che gioia averti qui, 2013, attendevamo con trepidazione la tua venuta! Il cestino che porta in dono è davvero invitante: alcune fragranze sembrano note e lasciano pregustare il proprio dolce sapore, altri aromi stuzzicano l’olfatto con la promessa di piccole e grandi sorprese. Entra pure, caro anno nuovo, benvenuto! Certo non regge il confronto con le leccornie che preannuncia il tuo paniere, ma anche noi abbiamo preparato qualcosa per te…

 

Lunedì 31 dicembre 2012

TORTA DI LIMONE E MANDORLE (senza glutine) di Un cuore di farina senza glutine

Per l’impasto:

350 g di farina senza glutine

100 g di burro

3 uova

6 cucchiai di miele

200 g di yogurt

150 g di mandorle

1 limone (succo e scorza)

1 cucchiaino di cannella

1 bustina di lievito per dolci

1 pizzico di bicarbonato

1 pizzico di sale

Per lo sciroppo:

200 ml di acqua

100 ml di succo di limone e di arancia

150 g di zucchero

Amalgamare il burro e il miele, poi aggiungere le uova. Versare lo yogurt e il succo di limone. Incorporare la farina, il sale, la cannella, la scorza di limone e le mandorle tritate (100 g), mescolando fino ad ottenere un impasto omogeneo. Aggiungere, infine, il lievito e il bicarbonato. Versare l’impasto nello stampo e decorare con le mandorle rimanenti. Infornare a 180°C per 30-40 minuti. Mentre la torta cuoce, preparare lo sciroppo: versare gli ingredienti in un pentolino e mettere sul fuoco fino all’ebollizione, girando continuamente. Dopo aver sfornato la torta, praticare alcuni fori con uno stuzzicadenti e versarvi sopra lo sciroppo intiepidito.

20130101_111535

Benvenuto 2013, faremo grandi cose insieme!

Annunci

Olala, l’Italie!

Caro blogworld, sono tornata! Olala, recita il titolo: bien sur, il principe azzurro ed io siamo stati in Fracia, a Paris! Dovete sapere che per lo scorso compleanno ­– i nostri 21 – la traduttrice ci ha regalato un buono per una settimana nella capitale francese: affitto casa Airbnb e viaggio in TGV. Sì sì, avete capito bene, ci ha regalato la casa E il viaggio!!! Io c’ero stata da molto piccola, il bel biondo mai. Naturalmente, alla traduttrice la casa e i biglietti del treno non sembravano abbastanza, così nel corso dell’anno ha rimpinguato la dose con una guida per adulti, una guida per bambini e due libri di curiosità. Il giorno della laurea del principino, poi, due amici di famiglia sono venuti a conoscenza della meta del nostro viaggio; hanno fatto una scappatina in libreria e… Sono tornati con due guide! Se avete fatto correttamente il conto, vi sarete resi conto che siamo arrivati a collezionare tre guide da adulti (ma, per nostra (s)fortuna, una delle due guide degli amici di famiglia è la stessa regalataci dalla traduttrice!), una guida per bambini e due libri di curiosità: non male. Ogni vacanza che si rispetti, per noi, deve includere un po’ di turismo gastronomico – rigorosamente gluten free –, quindi via con la ricerca online. Così al malloppo si sono aggiunti anche gli esiti della caccia al tesoro (già, perché è venuto fuori che la Francia in materia di “senza glutine” è più indietro del Burundi). Durante le settimane precedenti la partenza, continuavo a ripetere al mio compagno di viaggio che non avrei voluto fare fatica ed eravamo decisi a condividere una vacanza di relax… Pivellini! Come potevamo pensare di riposarci a Parigi?! A partire dai sei piani di scala a chiocciola (senza ascensore, altrimenti che gusto c’è?) che bisognava scalare per arrivare nel più piccolo sottotetto di Montemartre – ora non aspettatevi che alloggiassimo sopra il Mulin Rouge o “in braccio al Sacro Cuore”, come sperava il principino… Ma tanto mica eravamo a Parigi per rilassarci, potevamo anche scarpinare un po’, perbacco! – per continuare con i 7 km di passeggiata letteraria nel quartiere latino (o nulla più totale, che dir si voglia) propinataci dalla Lonely Planet, fino ad arrivare alla conquista (a piedi, of course!) della vetta dell’Arco di Trionfo e della Tour Eiffel (naturalmente nella stessa giornata). Ma questo non era assolutamente nulla per la mia schiena in confronto alle ore fermi in piedi davanti ai capolavori del Louvre, del Museo d’Orsey e del Centre Pompidou (a cui si accede dopo aver vinto un incontro di taekwondo con l’orda di turisti che pascola nelle belle sale e che, forse, tra un click e l’altro, trova anche il tempo per dare un’occhiatina alle opere). In preda alla stanchezza e con i muscoli in poltiglia, però, ci si può sempre rifugiare in uno degli splendidi parchi che Parigi offre, per concedersi qualche minuto di riposo, distesi all’ombra di un albero sul soffice prato… Ma che idea malsana! Ovviamente è vietato accedere ai prati, che pensavate? Vorrà dire che si aspetterà la sera per sciogliere le membra con una bella doccia calda. Ahahah, bella battuta, magari un’altra volta. D’accordo, niente relax. Ma vuoi mettere un po’ fatica con l’opportunità di rifarsi gli occhi e il cuore davanti alle pennellate di Van Gogh, sotto le guglie di Notre Dame, sulla terrazza dell’Arco di Trionfo, in mezzo ai tralicci della Tour Eiffel o lungo gli Champs-Élysées? Oltre tutto, grazie alla civiltà dell’ex Ministro della Cultura Mitterrand, l’ingresso alla maggior parte dei musei parigini è gratuito per i giovani tra i 18 e i 25 anni appartenenti all’UE. Così, grazie al regalo della traduttrice e alle sovvenzioni per le vacanze arrivate da famigliari vari, siamo tornati a casa con un bel bottino. “Stanco delle solite vacanze al risparmio? Quest’anno, con B…e-R…a, la vacanza è al guadagno!” (Principe azzurro, 2012).

Ora, però, torniamo al titolo. D’accordo “Olala”, direte voi, ma perché “l’Italie”?! L’Italie, vi rispondo io, perché, sì sì, è beeeeeello andare in vacanza. Ma vogliamo mettere quanto è bello tornare a casa? Ritrovare il proprio ambiente, il proprio computer, la propria famiglia, i propri ritmi. No place like home. Deve essere la legge del contrappasso: nata da genitori che adorano viaggiare, vorrebbero conoscere ogni angolo del mondo, potrebbero girare mesi senza sosta, trovo la mia Mecca a casa mia. L’anno scorso, durante la cena per il mio compleanno, la mia Mamma2 (anche lei viaggiatrice accanita), che aveva da poco letto Eat, Pray, Love, ha chiesto ad ognuno di noi quale fosse la parola che meglio ci rappresentava. Io ho scelto “casa”, il principe azzurro “abitudine”. Direi che siamo sulla stessa linea d’onda.

Olala, l’Italie vuole essere un ENORME RINGRAZIAMENTO alla traduttrice, che ci ha regalato un’esperienza straordinaria che porteremo sempre nel cuore. Ma vuole anche essere un bentornato all’amata quotidianità ed un benvenuto al nuovo anno, che, sono sicura, ci regalerà tante sorprese quante ce ne ha regalate Parigi.

 

A proposito, parlando di casa… Ecco alcune ricettine che abbiamo provato prima di partire per Paris!

 

Sabato 11 agosto 2012

TORTA ALLO YOGURT di Un cuore di farina senza glutine

3 vasetti di farina (senza glutine)

2 vasetti di zucchero semolato

1 vasetto di olio di semi

3 uova

1 vasetto di yogurt naturale

scorza di 1 limone e di un’arancia

½ vasetto di succo d’ arancia

1 bustina di lievito in polvere

sale q.b.

Versare lo yogurt in una ciotola, sciacquare il vasetto e usarlo come unità di misura per gli altri ingredienti. Aggiungere lo zucchero e le uova allo yogurt, quindi mescolare fino ad ottenere un composto ben amalgamato. Unire la farina e il lievito setacciati e mescolare nuovamente. Diluire l’impasto con l’olio e aromatizzate con la scorza del limone e dell’arancia. Aggiungere gradatamente il succo d’arancia. Versare il composto nello stampo e infornare a 180° per 35 minuti circa. 

Image

 Notare la gobba (di Notre Dame), per restare in tema.

Image

Image

 

 

Domenica 12 agosto 2012

CORDON BLEU

Per 2 cordon bleu molto grandi:

4 fette di petto di tacchino

4 fette di prosciutto cotto

2 sottilette

1 uovo

pan grattato (senza glutine) q.b.

sale q.b.

olio  EVO q.b.

Battere il petto di tacchino fino ad ottenere fettine molto sottili. Adagiare su una fetta di carne una fetta di prosciutto, una sottiletta piegata in due, l’altra metà della fetta di prosciutto e concludere con un’altra fetta di carne. Schiacciare bene per sigillare i bordi. Sbattere l’uovo e salare. Passare nell’uovo e poi nel pan grattato, premendo molto bene lungo i bordi. Procedere allo stesso modo per l’altro cordon bleu. Rosolare in olio ben caldo, asciugare su carta assorbente e salare.

ImageIl primo cordon bleu del principe sglutinato!!!

 

E adesso che sono definitivamente A CASA, mi rimetterò presto all’opera!

 

A presto!!!

 

Agosto

Finalmente tempo di vacanza! Certo ci sono i libri per la tesi, ma assolutamente nient’altro… Questa sì che è vita. Ma non finisce qui: vacanza significa tempo da passare con il principe azzurro. Quest’anno un po’ di Bardonecchia, un po’ di Torino, un po’ di Challand e poi… Parigi!!!! Mentre siamo a Torino, possiamo approfittare del forno. Sorpresina per l’arrivo della dolce metà: rivisitazione gluten free (e lactose non free) della torta zebrata. “Rivisitazione” è una parola grossa, in quanto ho sostituito semplicemente alla farina 00 il Mix C Schär per dolci e al latte di mandorla il latte di mucca. Il risultato è stato appena sufficiente: gusto buono, ma pessima consistenza. Se la versione glutinosa era già risultata asciutta, questa è venuta proprio secca (eh, le farine senza glutine sono proprio ostiche… Ma sarà forse stato complice il fatto che mi stessi truccando durante gli ultimi minuti di cottura?). La prossima volta proverò a mettere una vaschetta d’acqua nel forno.

 Image

 

Anche l’aspetto non è dei migliori…

Image

 

Nonostante tutto, però, il principe azzurro non la disdegna e la elegge a sostituto delle sue amate brioches per una LAUTA colazione.

 

Image

 Fettina di torta…

Image

… per la colazione del campione!

 

Si sa, in questa casa durante l’anno – torte a parte – non si cucina molto. Ma i giovani aitanti necessitano di pasti abbondanti, quindi… Mettiamoci ai fornelli! Ecco a voi le spinacine (gluten free, of course e, ora che ci penso, anche lactose free!):

 

Lunedì 6 agosto 2012

SPINACINE di Mamme ai fornelli

Per 3 spinacine:

400 g di petto di tacchino circa

3 cubetti di spinaci surgelati

3 fette di prosciutto cotto

1 uovo

pan grattato gluten free q.b.

sale q.b.

olio  EVO q.b.

Battere il petto di tacchino fino ad ottenere fettine molto sottili e tagliarlo in modo da ottenere sei fette. Intanto, cuocere gli spinaci in acqua salata, poi scolarli e strizzarli bene. Adagiare su una fetta di carne metà di una fetta di prosciutto, un po’ di spinaci, l’altra metà della fetta di prosciutto e concludere con un’altra fetta di carne. Schiacciare bene per sigillare i bordi. Sbattere l’uovo e salare. Passare nell’uovo e poi nel pan grattato, premendo molto bene lungo i bordi. Procedere allo stesso modo per le altre due spinacine. Rosolare in olio ben caldo, asciugare su carta assorbente e salare.

Image

 

Sono venute davvero BUONISSIME!!!!! Così buone che abbiamo deciso di lanciarci sui cordon bleau, che il principe azzurro non ha mai avuto l’occasione di assaggiare! Certo alziamo l’asticella, perché il formaggio rende tutto più difficile, ma faremo del nostro meglio.

 

In questi splendidi giorni che trascorriamo insieme, io leggo un po’ di libri per la tesi, lui legge giornali per prepararsi agli esami di ammissione a vari Master in Giornalismo (speriamo speriamo speriamo!!!!!!!). E intanto… Guardiamo le Olimpiadi!!!!!!!! Quale momento più indicato per intraprendere la nuova avventura che da qualche tempo il principe azzurro – in via di alfabetizzazione tecnologica – stava progettando? Vi presento INRETEPERSPORT, il nuovo blog interamente dedicato allo sport:

http://inretepersport.wordpress.com/

Accorrete numerosi!!!

 

Oggi inretepersport è tornato in Valle d’Aosta per un torneo di calcio. Io lo aspetto qui, e – in attesa di lanciarci sui cordon bleau – preparerò una torta allo yogurt (senza glutine, ça va sans dire)!

 

A prestissimo, con nuove ricette!

Una bella giornata

6:35 Mi sveglio e mi stupisco di aver dormito fino a così tardi senza fare colazione (eh, sì… a me di solito di notte viene fame!). Rimedio subito con latte e cereali e mi metto a studiare. Una mail girata dalla traduttrice mi fa venire in mente che devo ancora caricare su Hotfile un video di VocinCanto.

 

7:30 Torno in camera mia, accendo il computer e……………..

BOOT FAILURE. INSERT SYSTEM DISK AND PRESS ENTER

Spengo. Riaccendo. Rispengo. Riaccendo. Niente. Panico.

Tutti i miei preziosissimi dati… Tutte le ore passate sui progetti musicali… Tutte le foto… Tutti i documenti di tirocinio… No no no, quelli li ho salvati in almeno altri due posti, meno male!

Torno sconsolata sul divano a studiare. Ogni tanto faccio qualche tentativo. Niente.

La traduttrice si attiva, chiede al mitico tecnico del Volta, a Fabi – la quale chiede al mitico tecnico del Poli – e alla collega che insegna informatica. Arrivano vari suggerimenti. Nulla da fare.

Vabè, cerchiamo di non pensarci e facciamo qualcosa di utile: finiamo il libro di Docimologia.

 

10:00 Su Skype compare mio papà: Ciao papà!!!!!!!!!! Scusa se ti assalgo, ma…. ALLARME ROSSO ecc. ecc.

Anche questa volta niente da fare. Ma la chat porta una po’ di sollievo: avevo dimenticato di avere due hard disk e tutta la musica è sul secondo! Fiuh! Ma tutto il resto… Perché non faccio mai il back up???!!!

 

Che disperazione…….. Ma poi – leggendo in una mail di Fabi: Quando mi succedono queste cose io divento matta…TAC! Mi vedo scrivere: Di solito anch’io, ma questa volta sono decisa a restare di buon umore 😉

L’ho scritto davvero io? Pare di sì. Wow! Dopo quasi 22 anni passati insieme, sono ancora in grado di stupirmi.

 

10:30 D’accordo, sono senza computer. Niente progetti musicali. Niente vecchie foto, vecchi video, vecchi mp3 (ma quanto sono belle le vacanze???)… Vediamo di sfruttare questa giornata al meglio. Facciamo un dolce!

 

 

Venerdì 27 luglio 2012

CAMILLE di Giallo Zafferano

Per sei muffin:

90 g di farina

12 g di fecola di patate

50 g di zucchero

1 uovo

65 g di olio di semi

125 g di carote

35 g di mandorle

scorza di ½ arancia

½ bustina di vanillina

¼ di bustina di lievito per dolci

un pizzico di sale

Sbattere l’uovo con lo zucchero fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso. Incorporare le carote, precedentemente pelate e tritate. Aggiungere le mandorle tritate, la farina, la fecola di patate, il sale, la vanillina e a scorza d’arancia. Unire l’olio e amalgamare bene. Infine, aggiungere il lievito e mescolare delicatamente. Versare il composto nei pirottini da muffin e infornare a 180°C per 20/25 minuti.

 Immagine

Incredibilmente simili ai muffin al limone, non trovate? -.-‘ Sì, l’aspetto non è esattamente simile a quello dell’originale. Per quanto riguarda il sapore non posso giudicare perché, in realtà, non ho mai assaggiato le vere Camille… Però queste sono buone!

 

13:00 Ma cosa si può fare quando si è senza computer? (E notare che ho comunque il portatile, ma il PC è davvero insostituibile, una sorta di mia appendice.) Potrei suonare il pianoforte! Via, a rispolverare vecchi spartiti.

 

14:30 Devo aspettare che torni mio papà per capire cosa fare con il moribondo. Almeno una settimana. Meglio attrezzare il portatile. Collegare casse, hard disk portatili, installare Samsung Kies, mettere in funzione i midi devices su Sonar… Per le quattro è tutto fatto e si può iniziare un progettino. E nel mentre una piacevole visita della zia, con il primo assaggio delle Camille!

 

16:30 Arriva la traduttrice per l’ultima sessione di studio pre-Europa Cantat.

 

17:30 Ancora un po’ di musica sul portatile.

 

19:20 Gelato-cena. Intanto arriva una mail di Fabi: il mitico tecnico del Poli ha preso a cuore il caso e dà un altro suggerimento. Ormai scettica eseguo e…………. MAGIAAAAAA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

 

20:00 Inizia il back up più completo della storia dei miei computer!

 

 

GRAZIE a tutti gli amici e i tecnici che si sono prodigati per me e per il mio computer!!!

E grazie a me, che mi sono regalata una bellissima giornata, nonostante tutto (che poi – diciamocelo – non è niente).

 

A prestissimo, con una nuova torta!

Intanto, buone Olimpiadi e buon Europa Cantat a tutti!!!!!!!!!!

Piccoli già grandi

Cari amici bloggers, dopo una settimana di (quasi) totale sconnessione in quel di Bardonecchia e un intenso week end di festeggiamenti, sono tornata! Festeggiamenti, già… Ed è proprio di questo che voglio parlarvi. Oggi voglio raccontarvi la storia di una torta speciale: testata sulla commissione di maturità della traduttrice-presidente (per lo scrutinio della seconda classe), è stata presto riproposta per un evento molto importante. Per quale evento?, vi chiederete voi. Per una riunione tutta al femminile – una serata che, a scapito del nome, è davvero una grande festa. È l’unico “addio” che con sé non porta amarezza, ma solo gioia e novità. Ma certo, sto parlando dell’ADDIO AL NUBILATO! La allora-per-poco-ancora-nubile-ormai-non-più-nubile è una carissima amica, che mi ha dato l’onore di essere testimone dell’amore che la lega al suo ormai-sposo. È soltanto una mia coetanea, ma già moglie e presto mamma. Questa, per me, resterà sempre la torta di Chiara…

 

Sabato 14 luglio 2012

TORTA AL CACAO E ALBICOCCHE di Gnam Gnam

120 g di farina

150 g di zucchero

90 ml di olio di semi

3 uova

30 g di cacao

1 Kg di albicocche

1 bustina di lievito per dolci

sale q.b.

Sbattere le uova con lo zucchero fino ad ottenere un composto omogeneo, poi aggiungere l’olio. Incorporare la farina, il sale ed il cacao setacciato. Aggiungere il lievito e mescolare delicatamente. Versare l’impasto in una tortiera. Sbucciare le albicocche e tagliarle a spicchi sottili. Disporre gli spicchi di albicocca sull’impasto, formando cerchi concentrici. Infornare a 180°C per 30 minuti.

 

Image

 

La prima volta che ho preparato questa torta sono rimasta molto delusa perché, dopo aver disposto a regola d’arte tutti gli spicchi di albicocca, ho visto l’impasto gonfiare e inglobare la decorazione. La seconda volta sono partita spiritualmente preparata: naturalmente ho nuovamente disposto con estrema cura gli spicchi – altrimenti non sarei io! – ma poi mi sono divertita a documentare la metamorfosi…

 Image

Image

Image

Image

Image

 

 

Voglio concludere con il più grande degli AUGURI alla famiglia di Chiara e Giacomo, che, appena costituita, è già pronta ad allargarsi! Ah, ancora una cosa: vorrei esprimere tutta la mia ammirazione nei loro confronti… Certamente in passato essere sposati con figli alla nostra età era la norma – e così continua ad essere in molte culture – ma qui, nell’Italia di oggi, è sicuramente una sfida. Così, Chiara e Giacomo – piccoli già grandi – sono per me un inno alla vita, un grande esempio che spero di poter presto seguire…

Back in business!

Caro blogworld, quanto tempo che non ci sentiamo!!!!!! Come è stato mai possibile??

Che cosa è successo – vi chiederete – dal lontano 22 maggio ad oggi? Bè, vediamo, un sacco di cose… Per cominciare, una simpatica appendicite, che mi tenuto lontano da forno e fornelli (ma anche dal frigo e dalla dispensa) per circa un mesetto. Non temete: appendicite infetta salutata e ora c’è più spazio nell’apparato digerente per le torte! Oltre all’appendicite – durante l’appendicite – molto studio, vari esami, tante soddisfazioni e splendidi squarci sul futuro prossimo. Direi che, nonostante la perdita del piccolo (ma per questo non meno amato) organo, il bilancio chiude in positivo!

Ma adesso, bando alle ciance: torniamo a parlare di cose serie! A più di un mese dall’ultimo esperimento culinario, la settimana scorsa ci siamo lanciate sulla frutta di stagione e ho preparato una buonissima…

 

Lunedì 25 giugno 2012

TORTA ALLE PESCHE di Sissi in cucina… e non solo lei

300 g di farina

120 g di zucchero

4 uova intere

5 pesche gialle

400 ml di succo di pesca

1 bustina di lievito

un pizzico di sale

Montare molto le uova con lo zucchero, fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso. Aggiungere il succo di pesca, la farina, il sale e le pesche tagliate a pezzi. Versare il composto in una tortiera e cuocere in forno ventilato a 180° C per 45 minuti, poi alzare la temperatura a 200 ° C per cuocere per altri 15 minuti.

 

Image

Image

 

Il gusto era davvero delizioso, da questo punto di vista una delle torte più riuscite! La consistenza, invece, decisamente troppo umida, avrei dovuto farla cuocere di più. Un ulteriore problema è il fatto che le mie torte lievitino molto poco… Speriamo dipenda dal forno e non dalla pasticcera!

 

Questa settimana, invece, la figlia della traduttrice ha sfornato un dolce per la commissione di maturità di cui la traduttrice-madre-professoressa è presidente! Ed è stato il momento di un grande ritorno: per la serie “la prima torta non si scorda mai”… Ladies and gentlemen, la TORTA DI CAROTE!!! Come mi ero ripromessa, ho praticamente dimezzato la dose di zucchero; obbligata, invece, è stata la sostituzione delle mandorle con un misto di frutta secca.

Image

 

Per fortuna ne è avanzata metà, che avremo il piacere di condividere con il direttivo di VocinCanto!

 

Direi che per oggi è tutto…

 

A PRESTISSIMO!!!

(Questa volta per davvero!)

Mu(m)ffin!!!

Buongiorno, cari amici!!! Finalmente torno nella blogsfera dopo lunga latitanza… Eravamo rimasti alla trepida attesa per la Festa della Mamma; qui eravamo così scalpitanti che ci siamo regalate un anticipo durante la vigilia! Ecco i risultati…

 

Sabato 12 maggio 2012

MUFFIN AL LIMONE di Torte al cioccolato

Dosi per 6 muffin:

230 g farina

50 g zucchero

1 bustina vanillina

1 bustina lievito per dolci

1 pizzico sale

2 uova

2 limoni non trattati

½ tazza succo di limone

½ bicchiere di olio di semi

In una ciotola versare la farina, lo zucchero, la vanillina, la scorza dei limoni grattugiata, il lievito e il sale. In una ciotola a parte sbattere le uova; poi aggiungere l’olio e il succo dei limoni. Unire i due composti e mescolare, senza eliminare tutti i grumi perché saranno quelli che manterranno morbidi i muffin. Versare l’impasto negli stampini, senza riempirli completamente. Infornare a 180°C per circa 20 minuti, poi lasciare riposare nel forno spento per altri 5 minuti.

Una rosa perché ti voglio bene, una viola perché sarò ubbidiente, un garofano, una panzè… e tutti i muffin qui per te!

Ebbene sì, una prima! La ricetta doveva essere ottima perché il risultato è stato PER-FET-TO! Consistenza favolosa: morbida e umida, come da manuale. Unica pecca, a mio avviso, la commistione di limone e vaniglia, della quale la prossima volta farò a meno. Trovo che i muffin siano fantastici, perché sono velocissimi da preparare (il fatto che l’impasto non debba essere perfettamente uniforme fa sì che non sia neanche necessario usare la frusta elettrica), ma fanno la loro figura!

E sulla scorta del grande successo, questa settimana…

 

Domenica 20 maggio 2012

MUFFIN PERE E MANDORLE

Dosi per 6 muffin:

180 g farina

50 g mandorle

50 g zucchero

1 bustina vanillina

1 bustina di lievito per dolci

1 pizzico di sale

2 uova

2 pere

½ bicchiere di olio di semi

In una ciotola versare la farina, le mandorle tritate, lo zucchero, la vanillina, il lievito e il sale. In una ciotola a parte sbattere le uova; poi aggiungere l’olio e le pere tagliate a dadini (o meglio: una pera frullata e una pera tagliata a dadini). Unire i due composti e mescolare, senza eliminare tutti i grumi perché saranno quelli che manterranno morbidi i muffin. Versare l’impasto negli stampini, senza riempirli completamente. Infornare a 180°C per circa 30 minuti, farà fede la prova dello stecchino.

 

Non particolarmente artistici, ma buoni buoni!

 

Nonostante durante la preparazione e la cottura io abbia avuto diverse perplessità, il risultato è stato davvero soddisfacente! I dubbi derivavano dal fatto che la ricetta è nata da alcuni adattamenti fatti di mio pugno. Ho ricavato l’idea dell’accoppiata pere-mandorle nuovamente dal sito di Torte ai cioccolato. Tuttavia, si trattava di una ricetta vegana e i precedenti esperimenti sul tema mi avevano lasciata un po’ scettica. Considerato il successo dei muffin al limone, ho pensato di adattare la ricetta ai nuovi ingredienti: ho sostituito 50 g di farina con 50 g di mandorle e i 2 limoni con 2 pere. Inizialmente avevo pensato di frullarne una, per rendere il composto più fluido, ma d’altra parte mi piaceva l’idea che i muffin fossero pieni di pezzettini di frutta. Capirete anche voi, però, che amalgamare 230 g di farine con 2 uova e un po’ di olio non è impresa facile! Così ad un certo punto mi sono arresa e ho frullato parte del composto (immaginate che paciocco: farina, mandorle, vanillina, lievito, sale, uova, olio e pere… sembrava una di quelle minestre nordiche!). La prossima volta frullerò una pera – o addirittura una pera e mezza – prima di unirle ai liquidi. (Eh già, il primo istinto è sempre il migliore! Ma allora perché le rare volte in cui, durante un esame con domande a risposta chiusa, decido di fidarmi della prima ispirazione, la risposta corretta è quella a cui sono giunta dopo un accurato ragionamento, ma che ho altrettanto accuratamente deciso di scartare, in nome del tanto decantato primo impulso???). Temevo che la cottura sarebbe risultata impossibile, e invece… è andata! Mentre li sformavo alcune parti dei bordi sono rimaste attaccate alla forma, così mi è toccato assaggiarle…. Mmmmmmmm!!!!!!! Potessi adesso me ne sbaferei uno, ma sono stata attaccata da un virus, mannaggia. Speriamo che mi passi prima che finiscano tutti nella pancia della traduttrice!

 

E la prossima settimana cosa con cosa ci delizieremo?

Restate con noi e lo scoprirete!

Crosta croccante, ripieno invitante…

Buon primo maggio, cari amici bloggers!!!! Spero vivamente che vi stiate godendo il meritato riposo. In casa B-C c’è una traduttrice che completa la sua revisione e una figlia di traduttrice che studia… Vabe’, almeno siamo a casa! I piani originari erano di trascorrere la mattinata in cucina, ma ho preferito agire in anticipo, far trovare una sorpresina alla viaggiatrice, di ritorno ieri sera. La ricetta è ancora una volta di Giallo Zafferano! A parte le solite indicazioni fuorvianti sui tempi di preparazione – 30 minuti, contro le mie 4 ore, senza considerare la cottura!!!!!! Ho capito che io sono una lumaca, ma le zafferanine devono essere tutte wonder women… – e i problemi relativi alla grandezza della tortiera (questa volta ho deliberatamente scelto di usarne una di dimensioni superiori a quelle indicate, perché era l’unica apribile che avessi), si è rivelata un’ottima ricetta. Come al solito, è stata corretta da diversi aggiustamenti lactose free: il burro è stato tramutato in olio e gli amaretti (ahimè!) si sono trasformati in mandorle e nocciole. A proposito, ricordate le peripezie affrontate nella mia prima tostatura? È proprio vero che ciò che non uccide fortifica, che sbagliando si impara, eccetera eccetera: il secondo esperimento con le nocciole è filato liscio. Ma non vogliamo mica rischiare di annoiarci! Questa volta sono state le mandorle a fare le bizze. Non so perché, ma tant’è. Poco male, basta raschiare un po’ con il coltello (e non andare troppo per il sottile quando si percepisce un retrogusto amarognolo). Nel complesso è un buon dolce – insomma, un buon dessert, non vi aspettate un’impennata glicemica – anche se credo che gli amaretti avrebbero fatto la differenza.

 

Lunedì 30 aprile 2012

CROSTATA DI PERE, CACAO, MANDORLE E NOCCIOLE di Armonia In Cucina e Giallo Zafferano

Per la pasta frolla:

400 g di farina

100 g di zucchero

2 uova

80 ml olio di semi

scorza grattata di un limone (o 1 bustina di vanillina)

1 pizzico di sale

Per la farcitura:

4 pere abate molto sode

100 g di nocciole e mandorle

1 bicchierino di liquore amaretto

20 ml di olio di semi

60 g di zucchero

3 cucchiai di cacao in polvere

1 cucchiaino di cannella

Per completare:

1 uovo

Impastare gli ingredienti per la pasta frolla e formare una palla. Avvolgere l’impasto con la pellicola da cucina e far riposare l’impasto in frigo per almeno un’ora. Dopodiché, lasciare riposare 5 minuti a temperatura ambiente. Intanto, sbucciare le pere e tagliarle in una dadolata fine. Tostare le nocciole e le mandorle, rimuovere la pellicina e tritarle. Porre una casseruola capiente sul fuoco con l’olio, aggiungere le pere e lasciare cuocere a fuoco medio per 3-4 minuti. Aggiungere il liquore, lasciare sfumare e abbassare il fuoco. Unire il composto di polveri (zucchero, cannella, cacao, mandorle e nocciole), mescolare bene con un cucchiaio di legno e cuocere fino a che le pere siano morbide, per circa 20 minuti. Trasferire il composto in una terrina e far intiepidire. Prendere il panetto di frolla da poco estratto dal frigo e stenderne due terzi. Adagiare la sfoglia in uno stampo apribile dal diametro di 23 cm, foderato di carta forno oppure unto e infarinato, e versarvi il composto di pere. Spennellare i bordi con l’uovo sbattuto. Stendere la restante parte di frolla coprire lo stampo, premendo delicatamente sul bordo. Tagliare l’eccesso di frolla e far aderire bene i due strati. Con i rebbi di una forchetta, bucherellare i bordi così che in cottura l’umidità del ripieno possa fuoriuscire senza rovinare la torta. Spennellare la superficie con l’uovo sbattuto. Con la frolla avanzata si possono creare delle decorazioni da disporre a piacere sulla superficie della torta. Spennellare nuovamente con l’uovo sbattuto. Infornare a 190° per circa 45-50 minuti. Se la crostata dovesse prendere troppo colore, dopo i primi 20 minuti abbassare la temperatura a 180° e proseguire fino a termine della cottura.

 

Operazione crosta croccante…

… ed ecco il ripieno invitante!

Non è certo bella come quella di Giallo Zafferano, ma ha un suo perché.

Oooohhhh yessss!!!

Ed eccola nel magnifico porta torte dell’Outlet del Kasalingo, acquistato la settimana scorsa con il principe azzurro.

La crostata ha riscontrato grande successo: è stata inaugurata verso le 22.00 di ieri sera e alle 10.00 di questa mattina era già quasi a metà!

 

Domani si ritorna al lavoro, ma il week end è vicino, quindi…

 A PRESTISSIMO!!!!

Brut e bun: l’apple pie de noantri

Buona Festa della Liberazione, cari amici bloggers!!! Quest’anno il 25 aprile per me è proprio una LIBERAZIONE, perché ha deciso di cadere nel giorno più intenso della settimana: grazie! Il programma era quello di LIBERARSI di due libri noiosissimi che mi toccano per due esami. Avendo iniziato alle sei, in tarda mattinata ho capito che sarei riuscita a finire in tutta tranquillità, quindi avrei avuto un bel po’ di tempo LIBERO. Così non ho saputo resistere… A forza di preparare torte diverse, la nostra dispensa si è riempita di materie prime di cui un tempo quasi ignoravo l’esistenza: mi fa proprio sentire una pasticcera navigata poter decidere di fare un dolce senza dover correre al supermercato! Mancavano giusto le mele renette, ma ci siamo arrangiati con le golden. Verso mezzogiorno ho fatto l’annuncio alla traduttrice, che si è affrettata a cucinarsi una pasta, per poi sgombrare la cucina. La preparazione di questa torta – che secondo il sito di Giallo Zafferano richiede 20 minuti – mi ha impegnato per due ore e mezza. Meno male che prima avevo dato fondo a una vaschetta di gelato, perché è stata necessaria grande energia: un’ora e mezza, infatti, è stata dedicata alla stesura della pasta! Sì, d’accordo… Mi rendo conto di avere i tempi un po’ dilatati… Però 20 minuti è davvero esagerato (soprattutto considerando il fatto che l’impasto deve riposare mezz’ora)!!! Avreste dovuto vedermi: in piedi su uno sgabello di circa 60 cm, su cui mi sorreggevo con un solo piede, mentre l’altra gamba – appoggiata sul piano di lavoro – tentava di tenere ferma la carta forno, busto inclinatissimo e testa incastrata tra piano di lavoro e pensili. A forza di mattarellare, il polso destro mi faceva così male che ho dovuto usare l’avambraccio! Purtroppo Giallo Zafferano ed io, questa volta, non abbiamo discordato soltanto sui tempi di preparazione, ma anche sulle dosi: nonostante la mia tortiera fosse delle dimensioni indicate, avrei avuto bisogno di quasi il doppio dell’impasto. Così, in primis, non avrei dovuto stenderlo così sottile portandolo a creparsi ovunque e, in secondo luogo, avrei ottenuto dei bordi più alti. A discolpa della mia fonte, devo dire che ho sostituito il burro con l’olio, quindi è anche possibile che seguendo passo a passo i loro dettami avrei ottenuto risultati migliori. A dirla tutta, però, ci sarebbero volute anche più mele… Comunque, per essere il primo tentativo, mi ritengo soddisfatta!

 

Mercoledì 25 aprile 2012

APPLE PIE di Giallo Zafferano

Per la pasta brisé:

300 g di farina

100 ml di olio di semi

50 ml (circa) di acqua fredda

1 pizzico di sale

Per il ripieno:

1 kg di mele renette

1 limone

100 g di zucchero

1 cucchiaio di farina

1 cucchiaino di cannella

1 pizzico di noce moscata

1 pizzico di sale

Per completare:

latte (di soia) q.b.

Mettere in una ciotola la farina con un pizzico di sale e l’olio, impastare il tutto aggiungendo acqua ghiacciata (circa 50 ml), fino ad ottenere una palla omogenea e resistente non troppo friabile. Una volta pronta, avvolgete la vostra pasta brisé in un foglio di pellicola da cucina e lasciatela riposare in frigo per almeno 30 minuti. Passati i 30 minuti la pasta brisé sarà pronta per essere utilizzata. Marinare le mele tagliate a spicchi con qualche goccia di succo di limone, la scorza di un limone, lo zucchero, il sale, la cannella, la noce moscata e la farina setacciata. Stendere poco più della metà della pasta brisé formando una sfoglia rotonda di circa mezzo cm e disporla in una tortiera apribile (unta e infarinata). Ritagliare i bordi in eccesso. Versare nella tortiera il composto di mele, disporlo uniformemente poi formare una piccola montagnola centrale. Stendere la parte restante della pasta brisé e appoggiarla sopra le mele. Sigillare i bordi con l’aiuto dei denti di una forchetta. Con gli avanzi della pasta brisé si possono formare piccole decorazioni (es. mezze lune) da applicare sulla superficie della torta. Spennellare con il latte e praticare alcuni fori con una forchetta. Infornare a 200°C per 20 minuti, poi abbassare a 180°C per 20 minuti e infine a 170°C per altri 20 minuti, fino a che non sarà ben dorata in superficie. Se durante la cottura prende troppo colore, coprire con un foglio di alluminio.

 

Lato A…

… lato B

Il primo assaggio!

La prossima volta – perché, malgrado quanto spergiurato stendendo la pasta, ci sarà una prossima volta – varierò le seguenti dosi…

Per la pasta brisé:

500 g di farina

170 ml di olio di semi

80 ml (circa) di acqua fredda

1 pizzico di sale

Per il ripieno:

1,5/2 kg di mele renette

 

Un saluto tutto e… al più presto possibile (traduttrice, datti da fare!!!)

Torta al sugo

Cari amici bloggers, non vi aspettavate un mio ritorno così tempestivo, eh! Siamo senza torta da martedì, perché il rotolo ha fatto furore. In più ieri avevo una gran voglia di cucinare, quindi mi sono messa all’opera anzi tempo. Che dire? FAILURE 4.0!!! Partiamo dal principio… I primi problemi si sono presentati in fase di cottura (sempre a causa del fatto che per il mio forno non valgono le regole di noi comuni mortali): dopo i primi 20 minuti a 160°C con ventilazione, ho iniziato a fare la prova dello stecchino ogni cinque minuti, ma l’impasto continuava a essere umido. A un certo punto, la traduttrice – che, dopo aver lottato con la stampante, era impegnata in un combattimento all’ultimo sangue (letteralmente!) con la pinzatrice – mi ha chiesto, col suo fare un po’ retorico: «Non ti sembra pronta?». Ora, un pasticcere sicuro di ciò che sta facendo le avrebbe risposto che no, non era cotta. Ma io, dopo aver bruciato parecchi dolci, ho deciso di sfornarla. Ho quindi proceduto a sformarla, eseguendo il solito doppio capovolgimento. Durante il primo passaggio, il fondo  è rimasto attaccato alla tortiera, squartando la torta a metà. Tuttavia, sono riuscita a ricomporla, nascondendo il misfatto. Spingendola verso il centro del piatto, poi, l’ho accidentalmente crepata: è stato chiaro, a quel punto, che non era assolutamente cotta! Naturalmente, ho prontamente incolpato la traduttrice e mi sono accertata del fatto che questa imputazione di responsabilità arrivasse forte e chiara, ripetendola più e più volte! Ma la nostra eroina, che conosce bene il suo pollo, ha ignorato la lagna e mi ha suggerito di rimetterla in forno. Decisamente riluttante, ho capovolto la torta nel primo piatto e poi di nuovo nella tortiera, per poi riaffidarla al calore del forno. Dieci minuti dopo era pronta! Doppia operazione di capovolgimento and we’re back in business! Una volta intiepidita, l’ho cosparsa con la salsa che avevo precedentemente preparato… Be’, sono certa che comprenderete il titolo del post!

 

 

Visto che non vedevo l’ora di poterla offrire alla traduttrice, l’ho messa a raffreddare fuori dalla finestra (sul cornicione!), per poi trasferirla in frigo.

 

 

Per quanto a colazione io preferisca i cereali con il latte, ero troppo curiosa, così ho tagliato la prima fetta!

 

 

DELUSIONE…… L’impasto della torta non è male (sebbene sia il secondo esperimento vegano, oh yeah!), ma la salsa è così limonosa, ma così limonosa…! E purtroppo copre completamente il sapore dell’impasto. Per minimizzare i danni, ho raschiato via tutta la salsa che sono riuscita a togliere (e, non volendo buttarla, l’ho mangiata… Bleah!!! Adesso ho una nausea pazzesca!). Quanto meno ora ha un aspetto un po’ più umano…

 

 

Se mai deciderò di rifarla – ma peché, poi? – per la salsa userò un quarto delle fragole, la stessa quantità di zucchero, due gocce di limone (di numero) e rigorosamente niente scorza. Forse potrei farla ridurre sul fuoco, per creare un sciroppo. Oppure, ancora, potrei bypassare la salsa, spolverrizzando con zucchero a velo e decorando con qualche fragola nature. Ecco a voi la ricetta che ho seguito ieri…

 

Venerdì 20 aprile 2012

TORTA INTEGRALE ALLE FRAGOLE di Torte al Cioccolato

300 g farina integrale

40 ml di olio di semi

600 g fragole

200 ml latte di mandorla

1 limone

25 g di zucchero a velo

75 g di zucchero di canna

1 bustina lievito per dolci

1 pizzico di sale

Frullare le fragole. Aromatizzare 2/3 della salsa di fragole con un cucchiaino di scorza di limone grattugiata, 2 o 3 cucchiaini di succo di limone e lo zucchero a velo. Mentre questo composto riposa, in una ciotola a parte, mescolare la rimanente salsa di fragole, la farina, lo zucchero di canna, l’olio e latte di mandorla. Incorporare il lievito. Versare il composto in una tortiera e infornare a 180°C per un’oretta. Una volta sfornata, lasciar raffreddare e ricoprire con la salsa di fragole che era stata messa a riposare.

 

Peccato, speriamo di rifarci la prossima settimana!

 

BUON WEEK-END A TUTTI, TORNATE PRESTO A TROVARCI!