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Una tranquilla domenica di internet

Ecco la mia prossima ricetta: 😉 (clicca lo smiley!)

ore 17: realizzata! Ed è la mia prima ricetta da Pellegrino Artusi (via Vale via Benedetta), chi ben comincia… Chissà se stasera si stupirà la cuochetta?!?!

Datemi una padella e vi (mi) solleverò il morale

Ho un’amica in Umbria, ora felicemente in pensione, che quando lavorava all’Alitalia (ai tempi in cui l’Alitalia era ancora tale e in aereo si mangiavano pasti veri e c’era la prima, la business, e la classe in cui viaggiavo io) si occupava dei menù su tutti i voli di tutte le tratte: vegetariani, kosher, vegani, normali, a seconda di quello che normale significa nei vari paesi in cui viaggiava la nostra compagnia di bandiera… In ogni paese aveva chef che progettavano menu equilibrati e vari, e fra questi figurava l’italianissimo chef di Carlo e Diana (sì quello che progettava i pasti anche per il principe azzurro Will!).

Proprio lui (lo chef, non Will!) le ha insegnato che un buon piatto deve contenere 4 ingredienti, 5 a esagerare, e più è semplice più è buono. Così tornata nella mia seconda casa (quella dei fornelli qui a fianco), ho deciso di seguire il consiglio. Ma per poterlo seguire, dato che si tratta di una seconda casa in via di allestimento, sono dovuta andare a comprare una padella. Oscillo sempre tra i miei due Gemelli zodiacali: da una parte il gemello barocco vorrebbe ogni possibile utensile e gadget, dall’altra il gemello zen sogna una wok, una caffettiera e un bollitore per il tè. Questa volta, ho dato retta a lui e ho preso una padella tuttofare (che la caffettiera e il bollitore ce li abbiamo già).

Ma la padella e i 4 ingredienti non sarebbero garanzia di riuscita se non fosse che le materie prime provengono da un banco di contadini/produttori bio di Bolsena che arrivano al mercato coperto di Città della Pieve tutti i sabati. Bisogna partire di casa per tempo e armarsi di pazienza perché non c’è il numeratore e il banco è sempre affollatissimo. Hanno poca varietà di frutta, quella di loro produzione, ma tante verdure ed è tutto freschissimo oltre che buonissimo.

Così ho preso dei pomodorini, un po’ di basilico e una testa d’aglio per il pranzo. E coste per cena, che a casa avevo già le uova di galline allevate a terra.

Per pranzo ho fatto imbiondire uno spicchio d’aglio nell’olio di nostra produzione, poi ho messo i pomodorini tagliati a metà per 7 minuti; mentre bolliva la pasta che ho scolato in padella e profumato con un po’ di basilico (5 ingredienti, 6 con il sale, avrò esagerato?)

Per la cena, seguendo il metodo usato dalle amiche indiane che non fanno prima bollire le verdure a foglia come gli spinaci o le coste, ma le cucinano velocemente tagliate o meglio spezzate direttamente in padella con mezzo bicchiere d’acqua, mi sono fatta una bella frittata, o forse non bellissima ma di sicuro buona.

Più semplice di così… e mi ha messo molto di buon umore! Per l’occasione ho deciso di cambiare anche faccia al blog. Che ne pensate?