Mu(m)ffin!!!

Buongiorno, cari amici!!! Finalmente torno nella blogsfera dopo lunga latitanza… Eravamo rimasti alla trepida attesa per la Festa della Mamma; qui eravamo così scalpitanti che ci siamo regalate un anticipo durante la vigilia! Ecco i risultati…

 

Sabato 12 maggio 2012

MUFFIN AL LIMONE di Torte al cioccolato

Dosi per 6 muffin:

230 g farina

50 g zucchero

1 bustina vanillina

1 bustina lievito per dolci

1 pizzico sale

2 uova

2 limoni non trattati

½ tazza succo di limone

½ bicchiere di olio di semi

In una ciotola versare la farina, lo zucchero, la vanillina, la scorza dei limoni grattugiata, il lievito e il sale. In una ciotola a parte sbattere le uova; poi aggiungere l’olio e il succo dei limoni. Unire i due composti e mescolare, senza eliminare tutti i grumi perché saranno quelli che manterranno morbidi i muffin. Versare l’impasto negli stampini, senza riempirli completamente. Infornare a 180°C per circa 20 minuti, poi lasciare riposare nel forno spento per altri 5 minuti.

Una rosa perché ti voglio bene, una viola perché sarò ubbidiente, un garofano, una panzè… e tutti i muffin qui per te!

Ebbene sì, una prima! La ricetta doveva essere ottima perché il risultato è stato PER-FET-TO! Consistenza favolosa: morbida e umida, come da manuale. Unica pecca, a mio avviso, la commistione di limone e vaniglia, della quale la prossima volta farò a meno. Trovo che i muffin siano fantastici, perché sono velocissimi da preparare (il fatto che l’impasto non debba essere perfettamente uniforme fa sì che non sia neanche necessario usare la frusta elettrica), ma fanno la loro figura!

E sulla scorta del grande successo, questa settimana…

 

Domenica 20 maggio 2012

MUFFIN PERE E MANDORLE

Dosi per 6 muffin:

180 g farina

50 g mandorle

50 g zucchero

1 bustina vanillina

1 bustina di lievito per dolci

1 pizzico di sale

2 uova

2 pere

½ bicchiere di olio di semi

In una ciotola versare la farina, le mandorle tritate, lo zucchero, la vanillina, il lievito e il sale. In una ciotola a parte sbattere le uova; poi aggiungere l’olio e le pere tagliate a dadini (o meglio: una pera frullata e una pera tagliata a dadini). Unire i due composti e mescolare, senza eliminare tutti i grumi perché saranno quelli che manterranno morbidi i muffin. Versare l’impasto negli stampini, senza riempirli completamente. Infornare a 180°C per circa 30 minuti, farà fede la prova dello stecchino.

 

Non particolarmente artistici, ma buoni buoni!

 

Nonostante durante la preparazione e la cottura io abbia avuto diverse perplessità, il risultato è stato davvero soddisfacente! I dubbi derivavano dal fatto che la ricetta è nata da alcuni adattamenti fatti di mio pugno. Ho ricavato l’idea dell’accoppiata pere-mandorle nuovamente dal sito di Torte ai cioccolato. Tuttavia, si trattava di una ricetta vegana e i precedenti esperimenti sul tema mi avevano lasciata un po’ scettica. Considerato il successo dei muffin al limone, ho pensato di adattare la ricetta ai nuovi ingredienti: ho sostituito 50 g di farina con 50 g di mandorle e i 2 limoni con 2 pere. Inizialmente avevo pensato di frullarne una, per rendere il composto più fluido, ma d’altra parte mi piaceva l’idea che i muffin fossero pieni di pezzettini di frutta. Capirete anche voi, però, che amalgamare 230 g di farine con 2 uova e un po’ di olio non è impresa facile! Così ad un certo punto mi sono arresa e ho frullato parte del composto (immaginate che paciocco: farina, mandorle, vanillina, lievito, sale, uova, olio e pere… sembrava una di quelle minestre nordiche!). La prossima volta frullerò una pera – o addirittura una pera e mezza – prima di unirle ai liquidi. (Eh già, il primo istinto è sempre il migliore! Ma allora perché le rare volte in cui, durante un esame con domande a risposta chiusa, decido di fidarmi della prima ispirazione, la risposta corretta è quella a cui sono giunta dopo un accurato ragionamento, ma che ho altrettanto accuratamente deciso di scartare, in nome del tanto decantato primo impulso???). Temevo che la cottura sarebbe risultata impossibile, e invece… è andata! Mentre li sformavo alcune parti dei bordi sono rimaste attaccate alla forma, così mi è toccato assaggiarle…. Mmmmmmmm!!!!!!! Potessi adesso me ne sbaferei uno, ma sono stata attaccata da un virus, mannaggia. Speriamo che mi passi prima che finiscano tutti nella pancia della traduttrice!

 

E la prossima settimana cosa con cosa ci delizieremo?

Restate con noi e lo scoprirete!

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Torta scudetto

Buongiorno a tutti, cari amici bloggers!!! Ieri sera grandi festeggiamenti per i cuori bianco-neri e noi non abbiamo voluto essere da meno. Ma partiamo dal principio…

Ormai è iniziato il periodo esoneri/esami e non ci si può fare nulla: s’à da studià! Così – a malincuore – avevo deciso di astenermi dal divertimento domenicale per dedicarmi alle sudate carte. Poi, però, ho sentito correre voce che il 6 maggio cadesse la Festa della Mamma. Be’, a questo punto, se le cose stanno così, date le circostanze, insomma… non la posso mica lasciare senza torta proprio nel giorno della sua festa!!! Ho dunque deciso di rimboccarmi le maniche nei giorni precedenti, in modo da arrivare a domenica con un carico di lavoro inferiore a quello preventivato. Da brava Santa Tommasina, tuttavia, sabato sera ho deciso di controllare e – colpo di scena – ho scoperto che i rumori erano infondati, in quanto il giorno deputato alla celebrazione delle nostre care genitrici è domenica prossima. Sì, ma ormai avevo riorganizzato il piano di attacco ai libercoli, quindi… ALL’OPERA! Anche questa settimana ho deciso di affidarmi a Giallo Zafferano, per la variante di una torta già provata (e fallita). Durante la preparazione, i cerchi che si espandevano a mo’ di onda evocavano in me ricordi della terza media, quando – studiando l’arte della seconda metà del Novecento – producevamo piccole opere in stile Op-art. Ho temuto di non ottenere grandi risultati, perché la ricetta specificava che i due composti devono avere esattamente la stessa consistenza e purtroppo i miei non seguivano il precetto alla lettera. Invece sono stata piacevolmente sorpresa dal risultato finale, se non regolare, decisamente artistico! Una volta sfornata, poi, la torta mi ricordava la Via Lattea… Ma tra Op-art e galassie proprio non avevo pensato a…

In macchina:

Vale: Stamattina ho fatto la torta zebrata, a cerchi bianchi e neri!

Nonna: Hai fatto la torta della Juve!

Ma certo: una torta juventina, una torta di buon augurio per la serata che avrebbe potuto determinare le sorti del campionato!!! E una delizia del genere non poteva che portare bene…

 

Domenica 6 maggio 2012

TORTA ZEBRATA di Giallo Zafferano

200 g di farina

90 g di fecola di patate

100 g di zucchero

4 uova

70 ml di olio di semi

60-80 ml di latte di soia (o di mandorla)

20 g di cacao in polvere

1 bustina di vanillina

1 bustina di lievito per dolci

1 pizzico di sale

Lavorare le uova con lo zucchero, fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso. Aggiungere l’olio. Incorporare la farina, 65 g di fecola, il sale, il lievito e la vanillina. Aggiungere 60-80 ml di latte di mandorla, o quanto basta perché il composto si stacchi pesantemente dal cucchiaio a goccioloni. Dividere il composto in parti uguali, aggiungere a una parte il cacao e all’altra i 25 g di fecola rimasti. I due composti devono avere uguale densità; in caso contrario, diluire quello più denso con un po’ di latte. Versare un paio di cucchiai di composto chiaro al centro della tortiera; sopra il composto versato, sempre al centro, versare due cucchiai di composto scuro. Procedere allo stesso modo, continuando ad alternare i due impasti. Infornare a 180°C per 30-40 minuti.

 

 

 

Bella e buona! Perfetta per colazione o merenda, accompagnata da una tazza di latte, un tè o un caffè. Unica pecca: il meraviglioso cacao Venchi regalatomi dalla traduttrice è nero nero nero, altissimo purissimo amarissimo, e un po’ di zucchero in più gli avrebbe fatto proprio bene.

Chissà cosa bolle in pentola per la Festa della Mamma?

 

Non perdetevi la prossima puntata!

Crosta croccante, ripieno invitante…

Buon primo maggio, cari amici bloggers!!!! Spero vivamente che vi stiate godendo il meritato riposo. In casa B-C c’è una traduttrice che completa la sua revisione e una figlia di traduttrice che studia… Vabe’, almeno siamo a casa! I piani originari erano di trascorrere la mattinata in cucina, ma ho preferito agire in anticipo, far trovare una sorpresina alla viaggiatrice, di ritorno ieri sera. La ricetta è ancora una volta di Giallo Zafferano! A parte le solite indicazioni fuorvianti sui tempi di preparazione – 30 minuti, contro le mie 4 ore, senza considerare la cottura!!!!!! Ho capito che io sono una lumaca, ma le zafferanine devono essere tutte wonder women… – e i problemi relativi alla grandezza della tortiera (questa volta ho deliberatamente scelto di usarne una di dimensioni superiori a quelle indicate, perché era l’unica apribile che avessi), si è rivelata un’ottima ricetta. Come al solito, è stata corretta da diversi aggiustamenti lactose free: il burro è stato tramutato in olio e gli amaretti (ahimè!) si sono trasformati in mandorle e nocciole. A proposito, ricordate le peripezie affrontate nella mia prima tostatura? È proprio vero che ciò che non uccide fortifica, che sbagliando si impara, eccetera eccetera: il secondo esperimento con le nocciole è filato liscio. Ma non vogliamo mica rischiare di annoiarci! Questa volta sono state le mandorle a fare le bizze. Non so perché, ma tant’è. Poco male, basta raschiare un po’ con il coltello (e non andare troppo per il sottile quando si percepisce un retrogusto amarognolo). Nel complesso è un buon dolce – insomma, un buon dessert, non vi aspettate un’impennata glicemica – anche se credo che gli amaretti avrebbero fatto la differenza.

 

Lunedì 30 aprile 2012

CROSTATA DI PERE, CACAO, MANDORLE E NOCCIOLE di Armonia In Cucina e Giallo Zafferano

Per la pasta frolla:

400 g di farina

100 g di zucchero

2 uova

80 ml olio di semi

scorza grattata di un limone (o 1 bustina di vanillina)

1 pizzico di sale

Per la farcitura:

4 pere abate molto sode

100 g di nocciole e mandorle

1 bicchierino di liquore amaretto

20 ml di olio di semi

60 g di zucchero

3 cucchiai di cacao in polvere

1 cucchiaino di cannella

Per completare:

1 uovo

Impastare gli ingredienti per la pasta frolla e formare una palla. Avvolgere l’impasto con la pellicola da cucina e far riposare l’impasto in frigo per almeno un’ora. Dopodiché, lasciare riposare 5 minuti a temperatura ambiente. Intanto, sbucciare le pere e tagliarle in una dadolata fine. Tostare le nocciole e le mandorle, rimuovere la pellicina e tritarle. Porre una casseruola capiente sul fuoco con l’olio, aggiungere le pere e lasciare cuocere a fuoco medio per 3-4 minuti. Aggiungere il liquore, lasciare sfumare e abbassare il fuoco. Unire il composto di polveri (zucchero, cannella, cacao, mandorle e nocciole), mescolare bene con un cucchiaio di legno e cuocere fino a che le pere siano morbide, per circa 20 minuti. Trasferire il composto in una terrina e far intiepidire. Prendere il panetto di frolla da poco estratto dal frigo e stenderne due terzi. Adagiare la sfoglia in uno stampo apribile dal diametro di 23 cm, foderato di carta forno oppure unto e infarinato, e versarvi il composto di pere. Spennellare i bordi con l’uovo sbattuto. Stendere la restante parte di frolla coprire lo stampo, premendo delicatamente sul bordo. Tagliare l’eccesso di frolla e far aderire bene i due strati. Con i rebbi di una forchetta, bucherellare i bordi così che in cottura l’umidità del ripieno possa fuoriuscire senza rovinare la torta. Spennellare la superficie con l’uovo sbattuto. Con la frolla avanzata si possono creare delle decorazioni da disporre a piacere sulla superficie della torta. Spennellare nuovamente con l’uovo sbattuto. Infornare a 190° per circa 45-50 minuti. Se la crostata dovesse prendere troppo colore, dopo i primi 20 minuti abbassare la temperatura a 180° e proseguire fino a termine della cottura.

 

Operazione crosta croccante…

… ed ecco il ripieno invitante!

Non è certo bella come quella di Giallo Zafferano, ma ha un suo perché.

Oooohhhh yessss!!!

Ed eccola nel magnifico porta torte dell’Outlet del Kasalingo, acquistato la settimana scorsa con il principe azzurro.

La crostata ha riscontrato grande successo: è stata inaugurata verso le 22.00 di ieri sera e alle 10.00 di questa mattina era già quasi a metà!

 

Domani si ritorna al lavoro, ma il week end è vicino, quindi…

 A PRESTISSIMO!!!!

Brut e bun: l’apple pie de noantri

Buona Festa della Liberazione, cari amici bloggers!!! Quest’anno il 25 aprile per me è proprio una LIBERAZIONE, perché ha deciso di cadere nel giorno più intenso della settimana: grazie! Il programma era quello di LIBERARSI di due libri noiosissimi che mi toccano per due esami. Avendo iniziato alle sei, in tarda mattinata ho capito che sarei riuscita a finire in tutta tranquillità, quindi avrei avuto un bel po’ di tempo LIBERO. Così non ho saputo resistere… A forza di preparare torte diverse, la nostra dispensa si è riempita di materie prime di cui un tempo quasi ignoravo l’esistenza: mi fa proprio sentire una pasticcera navigata poter decidere di fare un dolce senza dover correre al supermercato! Mancavano giusto le mele renette, ma ci siamo arrangiati con le golden. Verso mezzogiorno ho fatto l’annuncio alla traduttrice, che si è affrettata a cucinarsi una pasta, per poi sgombrare la cucina. La preparazione di questa torta – che secondo il sito di Giallo Zafferano richiede 20 minuti – mi ha impegnato per due ore e mezza. Meno male che prima avevo dato fondo a una vaschetta di gelato, perché è stata necessaria grande energia: un’ora e mezza, infatti, è stata dedicata alla stesura della pasta! Sì, d’accordo… Mi rendo conto di avere i tempi un po’ dilatati… Però 20 minuti è davvero esagerato (soprattutto considerando il fatto che l’impasto deve riposare mezz’ora)!!! Avreste dovuto vedermi: in piedi su uno sgabello di circa 60 cm, su cui mi sorreggevo con un solo piede, mentre l’altra gamba – appoggiata sul piano di lavoro – tentava di tenere ferma la carta forno, busto inclinatissimo e testa incastrata tra piano di lavoro e pensili. A forza di mattarellare, il polso destro mi faceva così male che ho dovuto usare l’avambraccio! Purtroppo Giallo Zafferano ed io, questa volta, non abbiamo discordato soltanto sui tempi di preparazione, ma anche sulle dosi: nonostante la mia tortiera fosse delle dimensioni indicate, avrei avuto bisogno di quasi il doppio dell’impasto. Così, in primis, non avrei dovuto stenderlo così sottile portandolo a creparsi ovunque e, in secondo luogo, avrei ottenuto dei bordi più alti. A discolpa della mia fonte, devo dire che ho sostituito il burro con l’olio, quindi è anche possibile che seguendo passo a passo i loro dettami avrei ottenuto risultati migliori. A dirla tutta, però, ci sarebbero volute anche più mele… Comunque, per essere il primo tentativo, mi ritengo soddisfatta!

 

Mercoledì 25 aprile 2012

APPLE PIE di Giallo Zafferano

Per la pasta brisé:

300 g di farina

100 ml di olio di semi

50 ml (circa) di acqua fredda

1 pizzico di sale

Per il ripieno:

1 kg di mele renette

1 limone

100 g di zucchero

1 cucchiaio di farina

1 cucchiaino di cannella

1 pizzico di noce moscata

1 pizzico di sale

Per completare:

latte (di soia) q.b.

Mettere in una ciotola la farina con un pizzico di sale e l’olio, impastare il tutto aggiungendo acqua ghiacciata (circa 50 ml), fino ad ottenere una palla omogenea e resistente non troppo friabile. Una volta pronta, avvolgete la vostra pasta brisé in un foglio di pellicola da cucina e lasciatela riposare in frigo per almeno 30 minuti. Passati i 30 minuti la pasta brisé sarà pronta per essere utilizzata. Marinare le mele tagliate a spicchi con qualche goccia di succo di limone, la scorza di un limone, lo zucchero, il sale, la cannella, la noce moscata e la farina setacciata. Stendere poco più della metà della pasta brisé formando una sfoglia rotonda di circa mezzo cm e disporla in una tortiera apribile (unta e infarinata). Ritagliare i bordi in eccesso. Versare nella tortiera il composto di mele, disporlo uniformemente poi formare una piccola montagnola centrale. Stendere la parte restante della pasta brisé e appoggiarla sopra le mele. Sigillare i bordi con l’aiuto dei denti di una forchetta. Con gli avanzi della pasta brisé si possono formare piccole decorazioni (es. mezze lune) da applicare sulla superficie della torta. Spennellare con il latte e praticare alcuni fori con una forchetta. Infornare a 200°C per 20 minuti, poi abbassare a 180°C per 20 minuti e infine a 170°C per altri 20 minuti, fino a che non sarà ben dorata in superficie. Se durante la cottura prende troppo colore, coprire con un foglio di alluminio.

 

Lato A…

… lato B

Il primo assaggio!

La prossima volta – perché, malgrado quanto spergiurato stendendo la pasta, ci sarà una prossima volta – varierò le seguenti dosi…

Per la pasta brisé:

500 g di farina

170 ml di olio di semi

80 ml (circa) di acqua fredda

1 pizzico di sale

Per il ripieno:

1,5/2 kg di mele renette

 

Un saluto tutto e… al più presto possibile (traduttrice, datti da fare!!!)

Torta al sugo

Cari amici bloggers, non vi aspettavate un mio ritorno così tempestivo, eh! Siamo senza torta da martedì, perché il rotolo ha fatto furore. In più ieri avevo una gran voglia di cucinare, quindi mi sono messa all’opera anzi tempo. Che dire? FAILURE 4.0!!! Partiamo dal principio… I primi problemi si sono presentati in fase di cottura (sempre a causa del fatto che per il mio forno non valgono le regole di noi comuni mortali): dopo i primi 20 minuti a 160°C con ventilazione, ho iniziato a fare la prova dello stecchino ogni cinque minuti, ma l’impasto continuava a essere umido. A un certo punto, la traduttrice – che, dopo aver lottato con la stampante, era impegnata in un combattimento all’ultimo sangue (letteralmente!) con la pinzatrice – mi ha chiesto, col suo fare un po’ retorico: «Non ti sembra pronta?». Ora, un pasticcere sicuro di ciò che sta facendo le avrebbe risposto che no, non era cotta. Ma io, dopo aver bruciato parecchi dolci, ho deciso di sfornarla. Ho quindi proceduto a sformarla, eseguendo il solito doppio capovolgimento. Durante il primo passaggio, il fondo  è rimasto attaccato alla tortiera, squartando la torta a metà. Tuttavia, sono riuscita a ricomporla, nascondendo il misfatto. Spingendola verso il centro del piatto, poi, l’ho accidentalmente crepata: è stato chiaro, a quel punto, che non era assolutamente cotta! Naturalmente, ho prontamente incolpato la traduttrice e mi sono accertata del fatto che questa imputazione di responsabilità arrivasse forte e chiara, ripetendola più e più volte! Ma la nostra eroina, che conosce bene il suo pollo, ha ignorato la lagna e mi ha suggerito di rimetterla in forno. Decisamente riluttante, ho capovolto la torta nel primo piatto e poi di nuovo nella tortiera, per poi riaffidarla al calore del forno. Dieci minuti dopo era pronta! Doppia operazione di capovolgimento and we’re back in business! Una volta intiepidita, l’ho cosparsa con la salsa che avevo precedentemente preparato… Be’, sono certa che comprenderete il titolo del post!

 

 

Visto che non vedevo l’ora di poterla offrire alla traduttrice, l’ho messa a raffreddare fuori dalla finestra (sul cornicione!), per poi trasferirla in frigo.

 

 

Per quanto a colazione io preferisca i cereali con il latte, ero troppo curiosa, così ho tagliato la prima fetta!

 

 

DELUSIONE…… L’impasto della torta non è male (sebbene sia il secondo esperimento vegano, oh yeah!), ma la salsa è così limonosa, ma così limonosa…! E purtroppo copre completamente il sapore dell’impasto. Per minimizzare i danni, ho raschiato via tutta la salsa che sono riuscita a togliere (e, non volendo buttarla, l’ho mangiata… Bleah!!! Adesso ho una nausea pazzesca!). Quanto meno ora ha un aspetto un po’ più umano…

 

 

Se mai deciderò di rifarla – ma peché, poi? – per la salsa userò un quarto delle fragole, la stessa quantità di zucchero, due gocce di limone (di numero) e rigorosamente niente scorza. Forse potrei farla ridurre sul fuoco, per creare un sciroppo. Oppure, ancora, potrei bypassare la salsa, spolverrizzando con zucchero a velo e decorando con qualche fragola nature. Ecco a voi la ricetta che ho seguito ieri…

 

Venerdì 20 aprile 2012

TORTA INTEGRALE ALLE FRAGOLE di Torte al Cioccolato

300 g farina integrale

40 ml di olio di semi

600 g fragole

200 ml latte di mandorla

1 limone

25 g di zucchero a velo

75 g di zucchero di canna

1 bustina lievito per dolci

1 pizzico di sale

Frullare le fragole. Aromatizzare 2/3 della salsa di fragole con un cucchiaino di scorza di limone grattugiata, 2 o 3 cucchiaini di succo di limone e lo zucchero a velo. Mentre questo composto riposa, in una ciotola a parte, mescolare la rimanente salsa di fragole, la farina, lo zucchero di canna, l’olio e latte di mandorla. Incorporare il lievito. Versare il composto in una tortiera e infornare a 180°C per un’oretta. Una volta sfornata, lasciar raffreddare e ricoprire con la salsa di fragole che era stata messa a riposare.

 

Peccato, speriamo di rifarci la prossima settimana!

 

BUON WEEK-END A TUTTI, TORNATE PRESTO A TROVARCI!

Master-piece (of cake)

Bentornati, cari amici bloggers! Dopo tre settimane di delusioni culinarie, il tanto atteso successo!!!! Domenica mi sono alzata di buona lena e con tanto impegno mi sono messa all’opera, determinata a preparare qualcosa di buono e soprattutto ben cotto. Sapete, con il mio forno non è mai facile, visto che bisogna ridurre sia le temperature che i tempi di cottura. Devo dire che fino all’ultimo ho temuto di aver rifatto un patatrac… e invece no!

 

Domenica 15 aprile 2012

ROTOLO AL CACAO di GialloZafferano e FraGolosi

Per la pasta biscotto:

35 g di farina

20 g di cacao

80 g di zucchero

4 uova

10 g di miele

1 bustina di vanillina

1 cucchiaio d’acqua

un pizzico di sale

Per la crema:

1 tuorlo

15 g di farina

30 g di zucchero

165 ml di acqua

scorza di ½ limone

Per completare:

cacao q.b.

Montare a neve non troppo ferma gli albumi con un pizzico di sale e 50 g di zucchero. Sbattere i tuorli con 30 g di zucchero, il miele, la vanillina e un cucchiaio d’acqua fino a ottenere una crema chiara (circa 10 minuti). Unire al secondo composto la farina e il cacao setacciati. Incorporare gli albumi, mescolando delicatamente dal basso verso l’alto per non smontarli. Versare il composto in una teglia foderata di carta forno e livellare. Infornare a 220°C per 6-7 minuti. Togliere immediatamente la pasta biscotto dalla teglia, lasciandola sulla carta forno. Cospargere di zucchero semolato e coprire molto bene con la pellicola trasparente, chiudendola anche lungo i bordi, affinché trattenga l’umidità. Lasciar raffreddare prima di farcire. Intanto bollire l’acqua con la scorza di limone per alcuni minuti. Montare il tuorlo con lo zucchero, successivamente unire la farina. Versare l’acqua sul composto e mescolare. Versare in un pentolino e mettere sul fuoco. Lasciar sobbollire fino al raggiungimento della consistenza desiderata. Versare in un contenitore leggermente bagnato, coprire con la pellicola trasparente e lasciar raffreddare. Stendere la crema sulla pasta biscotto, lasciando un margine di circa 2 cm. Farcire maggiormente sul lato da cui si partirà per arrotolare e sempre meno spostandosi verso il lato opposto. Arrotolare delicatamente e impacchettare con la carta forno. Riporre in frigorifero per almeno mezz’ora a riposare. Prima di servire, tagliare le estremità con un coltello seghettato e spolverizzare con il cacao.

 

Questa volta mi sono proprio impegnata con la presentazione!

Vado così fiera della mia opera che posto ancora una foto…

…e un’altra…

 …ancora una…

…prometto che è l’ultima! Il mio pranzo al sacco di lunedì 🙂

Quello che mi dà più soddisfazione è il pan di spagna, anzi la “pasta biscotto”, tratta dalla sapiente ricetta di GialloZafferano. In passato non avevo avuto molto successo con gli esperimenti tratti da questo sito, ma la mia mamma2 lo utilizza per tutte le torte e mi ha convinto a dare fiducia alla compagnia dai pistilli purpurei! È rimasto sofficissimo e umido, ma per nulla gommoso. Sul sapore della crema pasticcera, invece, posso ancora migliorare (anche se non saprei da che parte partire…). Quello che è certo è che devo trovare il modo di farcire maggiormente il rotolo (questa volta non avevo molta crema a disposizione, ma comunque non sono riuscita a metterla tutta perché veniva sospinta verso il fondo). Comunque buono, buono, buono……… Guarda caso, in due giorni è gia sparito!!!

 

Cosa ci riserverà la prossima sessione domenicale? Vado a guardare le mie ricettine…

STAY TUNED!!!

Cena ggggggiovane

Fantastico: venerdì 20 alle 20 avrò a cena i giovani di famiglia: figlia, 2 nipoti e 3 fidanzati, una prima assoluta!

Per quanto riguarda i parenti stretti e strettissimi so che ci sono 2 persone intolleranti/allergiche ai latticini, 1 celiaco, una persona che non mangia aglio, cipolla, porri, scalogni e suppongo neanche erba cipollina, e 1 vegetariana. Devo ancora chiarire se i fidanzati dei miei nipoti sono onnivori o meno, ma già così mi sembra una bella sfida…

Vi farò sapere. Stay tuned!

I <3 Saturdays

Sentite i programmi della traduttrice…

  • Laboratorio di calligrafia araba al MAO;
  • pranzo in centro;
  • double feature al cinema;
  • cena da un collega.

Che bel sabato tranquillo! Ma perché tanta fatica nel giorno del riposo??? Perché oggi è venuto il principe azzurro e voleva lasciarci la casa… Ma dove la troviamo un’altra mamma così?

 

Quando andiamo in montagna ci lanciamo sempre in esperimenti culinari, ma qui a Torino di solito…

V: Ti va bene la pasta?

M: Sì sì!

V: Come la vuoi?

M: Al pesto va benissimo, grazie. (N.B. nel frigo della traduttrice c’è sempre un barattolo di pesto lactose free – e gluten free, ça va sans dire – di IperBioBottega.)

 

Dopo avergli propinato il solito piatto verdeggiante per diverse settimane, ho deciso che era arrivato il momento di variare! Per andare sul sicuro, ho scelto una ricetta che in passato aveva riscosso molto successo. Ricordate lo SFORMATO DI PATATE?

Abbiamo provato a fotografare la mattonella nel piatto: risultati pietosi!!! Io e il food design non abbiamo ancora fatto amicizia… 

E domani…………………… TORTAAAAAAAAAAAAAA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

P.S. La ricetta si trova nel post che ho linkato, l’unica modifica che apporterei riguarda i tempi di cottura: diciamo 200°C per 15 minuti più 5/10 minuti di grill.

L’antipasqua

Cari amici bloggers, quanto tempo!!!! Scusate questa lunga assenza, ma sono stata un po’ impegnata: studio, lezioni, tirocinio, lavori di gruppo, vacanze… A proposito, le mie vacanze di Pasqua (o meglio, i due giorni che ho adibito a VERA vacanza) sono state bellissime, e le vostre?

La torta di cui vi voglio raccontare – che esattamente 7 giorni fa mi accingevo a preparare – è un po’ speciale. Non è stata certo un gran successo, ma merita un posticino in questo blog! Nasce dal desiderio di essere ecofriendly e usare prodotti di stagione… Quali sono i frutti di marzo-aprile? Forza Google, siamo tutti con te: arance, banane, fragole (????), KIWI, limoni, mele e pere. E kiwi sia!!!! Dopo alcune ricerche ho selezionato una ricetta un po’ particolare: non solo niente latticini, ma nemmeno uova… Oh yes, signore e signori: una ricetta vegana!

Ma come, proprio a Pasqua??????

Be’, effettivamente… A mia discolpa posso solo dire che l’ho preparata il venerdì santo!

 

Venerdì 6 aprile 2012

TORTA AI KIWI di Torte al cioccolato

250 g di farina

75 g di fecola di patate

70 g di zucchero

2 cucchiai di olio

4 kiwi (non troppo maturi)

scorza grattugiata di 1 limone

1 pizzico di sale

1/2 bustina di lievito dolci

zucchero a velo q.b.

Lavare i kiwi, sbucciarli, tagliarli a pezzi e frullarli. Aggiungere l’olio, il sale, lo zucchero e la scorza grattugiata del limone. Incorporare la fecola di patate e, successivamente, la farina poco per volta. Infine, unire il lievito. Versare il composto in una tortiera e infornare a 180°C per 80 minuti. Lasciar raffreddare e spolverizzare con lo zucchero a velo.

 

Qualche microscopico passo avanti verso la frontiera del food design… Opera della traduttrice!

 

Quali errori questa volta?

  • Ho preso eccessivamente alla lettere la ricetta, che diceva di non usare kiwi troppo maturi;
  • memore della torta precedente, ho impostato il forno alla la temperatura indicata (anziché a 20°C in meno, come ho capito funzionare con il mio forno);
  • sempre scioccata dall’esperienza della settimana precedente, ho lasciato la torta in forno per 50 degli 80 minuti richiesti (e considerate che quando riduco la temperatura di 20°C solitamente dimezzo i tempi di cottura);
  • per qualche strano motivo (la traduttrice sostiene sia colpa dell’umidità… bah…) il Bimby si è rifiutato di trasformare lo zucchero semolato in zucchero a velo;
  • ok, anche la ricetta non ha aiutato: passi il lactose free, ma addirittura vegan…!!!

Per fortuna è quasi domenica e potrò presto tentare di rifarmi!!! Un unico indizio……… recupererò tutte le uova in arretrato 😉

Keep in touch!

Piccoli pasticceri crescono…

In che senso? Be’, in diversi sensi:

  • fanno pasticci più grandi;
  • ci restano malissimo, ma imparano a non aggredire il primo malcapitato che telefona;
  • cessano di essere principianti… perché la loro fortuna si è indubbiamente esaurita!

 

Eh già, cari amici, avete capito bene: un altro miscake! Credo di aver individuato la causa scatenante… La ricetta diceva di cospargere la torta con il succo di un limone. Ho come la sensazione che chi l’ha scritta abbia spremuto il limone con le mani, spruzzando qualche goccia sulla superficie della torta… Io, che ho usato lo spremiagrumi, invece, ho fatto una vera e propria piscina. E va bene che il calore velocizza l’evaporazione, ma forse non è bastato. Dopo 50 minuti di cottura il composto era ancora praticamente liquido. O meglio, lo strato superiore lo era: quello inferiore doveva essere così biscottato che l’ho scambiato per la tortiera. Insomma, dopo un’ora e quaranta mi sono arresa e ho sfornato la torta che credevo semicruda (a parte, naturalmente, lo strato superficiale ormai carbonizzato). Sorpresa delle sorprese, la torta era moooooolto ma mooooooooolto cotta, ormai un bel biscottone abbrustolito! E dire che continuavo ad aprire il forno e a fare la prova dello stecchino ogni cinque minuti e il composto mi sembrava sempre morbidissimo. Stavo forse infilzando una banana??? Mistero… Com’è come non è, la torta si è bruciata. Mi sono armata di coltello e ho grattato tutto il grattabile, ma, nonostante sembrasse che la cucina fosse stata colpita da una tempesta di ceneri, il mattone alle banane continuava ad odorare carne alla brace. Vaaaabe’, pace, succede. Uffi però!!! Un giorno o l’altro ritenterò, evitando di sommergere il composto con un alluvione di succo di limone, che provvederò ad incorporare precedentemente. Eccovi ricetta e foto, fatevi una risata!

 

Domenica 1 aprile 2012

TORTA DI BANANE

200 g di farina

80 g di zucchero

50 ml di olio di semi

3 uova

1 banana

1 bustina di lievito

1 pizzico di sale

Per completare:

2 banane

succo di un limone

zucchero q.b.

50 g ca. di mandorle pelate

Sbattere lo zucchero con le uova, fino ad ottenere un composto spumoso. Aggiungere l’olio e incorporare la farina. Unire una banana tagliata a tocchetti molto piccoli e, infine, il lievito. Versare il composto in una tortiera e decorare con fettine di due banane tagliate per lungo, disponendole a raggiera. Cospargere con il succo di un limone, spolverizzare con zucchero semolato e completare con le mandorle tritate. Infornare a 180°C per 45 minuti.

 

 

Diciamo che i pochi bocconi non intaccati da bruciatura hanno un sapore gradevole, certo la consistenza lascia a desiderare…

 

Chissà cosa combinerò la prossima settimana??? Restate con noi e lo scoprirete!!!